233 resultados para LIDO


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O artigo analisa as relações entre os índios e os comerciantes ambulantes que, na Amazônia do século XIX, eram conhecidos como regatões. Com base em documentos da época, constata-se que nem sempre os índios foram vítimas ingênuas e passivas diante dos regatões e que é necessário enfatizar a dimensão simbólica das trocas, a fim de recuperar o protagonismo indígena nas relações estabelecidas com os comerciantes e com as mercadorias que eles vendiam.

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O projecto “Principais tendências no cinema português contemporâneo” nasceu no Departamento de Cinema da ESTC, com o objectivo de desenvolver investigação especializada a partir de um núcleo formado por alunos da Licenciatura em Cinema e do Mestrado em Desenvolvimento de Projecto Cinematográfico, a que se juntaram professores-investigadores membros do CIAC e convidados. O que agora se divulga corresponde a dois anos e meio de trabalho desenvolvido pela equipa de investigação, entre Abril de 2009 e Novembro de 2011. Dada a forma que ele foi adquirindo, preferimos renomeá-lo, para efeitos de divulgação, “Novas & velhas tendências no cinema português contemporâneo”.

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Relatório de Estágio submetido à Escola Superior de Teatro e Cinema para cumprimento dos requisitos necessários à obtenção do grau de Mestre em Teatro - especialização em Artes Performativas - Interpretação

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Poster at Open Repositories 2014, Helsinki, Finland, June 9-13, 2014

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Resumen tomado de la publicaci??n. - El art??culo forma parte del monogr??fico de la revista dedicado a: Alfabetizaci??n medi??tica en contextos m??ltiples

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Questo progetto, maturato in seguito a profonde riflessioni basate sull’analisi e la valutazione della situazione territoriale, è scaturito dalla volontà di fornire una risposta alle carenze funzionali e strutturali di un’area dalle molteplici potenzialità. La fascia costiera di Platamona è stata al centro di progetti di lottizzazione che, invece di tutelare l’aspetto naturalistico e unificare un sistema costiero che si estende per circa otto chilometri, hanno inserito strutture prevalentemente ricettive e turistiche in maniera piuttosto arbitraria e senza tener conto della possibilità di organizzare il progetto d’intervento tramite un apposito strumento urbanistico. Il risultato, un tessuto edilizio disomogeneo e disorganizzato, non contribuisce certo alla volontà di attribuire un carattere e un’identità al luogo; anzi, la frequenza di aree in stato di abbandono, che rischiano di diventare discariche a cielo aperto fa quasi pensare ad una situazione di stallo e di incuria sia da parte delle amministrazioni che dei privati. L’idea del progetto deriva da un approccio che ha come obiettivo il massimo sfruttamento delle risorse locali e il minor impatto possibile sul paesaggio e sul sistema attuale. La volontà è quella di riorganizzare e riqualificare gli spazi più significativi, inserendoli all’interno di un sistema di percorsi e connessioni che vogliono unificare e rendere fruibile l’intero sistema costiero fra Platamona e Marina di Sorso. Inoltre è da rivalutare l’aspetto naturalistico del SIC dello Stagno e Ginepreto di Platamona, un’oasi naturalistica che ha tutte le potenzialità per essere posta al centro di un’attività di ricerca e diventare la meta di un turismo mirato. Nel Piano di gestione dello stagno sono già stati previsti e realizzati percorsi su passerelle in legno che si snodano fra i canneti e la pineta limitrofa, con alcune torrette di avvistamento, attualmente posizionate nella zona a sud. Uno degli obiettivi è dunque quello di completare questi percorsi per gran parte del perimetro dello stagno e di stabilire un percorso ciclo-pedonale ad anello che circondi e renda fruibile l’intera area del SIC. A livello di percorsi e connessioni, oltre alla nuova pista ciclabile che correrà parallelamente alla SP 81, si cercherà di fornire nuovi collegamenti anche all’ambito della spiaggia. L’idea è di costruire una passeggiata sul fronte mare che si articoli con leggere passerelle in legno fra le dune irregolari. Si snoderebbe dalla rotonda di Platamona fino alla piazza di Marina di Sorso, per una lunghezza di circa otto chilometri. Il suo scopo è di rendere fruibile l’intera fascia di spiaggia in modo da evitare un eccessivo calpestio del sistema dunario, che purtroppo risente della forte presenza antropica dei mesi estivi. Nel ripensare questi collegamenti e percorsi, si rende necessaria la creazione di aree di sosta attrezzate che si presentano con una certa periodicità, dettata dai pettini e dalle discese a mare. Vi saranno punti di sosta ombreggiati con alberature, aiuole, sedute, fontane e giochi per bambini. Diventa dunque prioritario il fatto di rendere evidente il concetto di unitarietà del sistema costiero in questione, rendendolo riconoscibile tramite l’organizzazione di spazi, episodi e percorsi. Infine il tentativo che riguarda nello specifico il Lido Iride, è quello relativo al suo recupero. L’intento è di restaurarlo e destinarlo a nuove funzioni ricreative-culturali. La struttura principale è mantenuta invariata, soprattutto le stecche che costituivano le cabine sulla spiaggia (elementi alquanto evocativi e radicati nella memoria del luogo). Il complesso sarà riorganizzato in previsione di ospitare workshop e corsi formativi riguardanti la cultura del mare e della salvaguardia dell’ambiente. Molto attuale e sempre più emergente anche in Sardegna risulta l’archeologia subacquea, a cui sono già state dedicate apposite strutture nelle zone di Cagliari e di Orosei. Dunque si riadatteranno le cabine con lo scopo di farle divenire alloggi temporanei per coloro che seguiranno tali corsi, mentre gli altri edifici del complesso fungeranno da supporto per delle lezioni all’aperto (l’arena e la piscina) e per il ristoro o l’allestimento di spazi espositivi (l’edificio centrale del lido). A causa della posizione del complesso balneare (a ridosso della spiaggia) si presuppone che il suo utilizzo sarà prevalentemente stagionale; perciò si è pensato di fornire una struttura di supporto e d’ausilio, la cui fruizione sia auspicabile anche nei mesi invernali: il Nuovo Centro Studi di Platamona. Questo nuovo complesso consiste in una struttura dotata di laboratori, aule conferenze, alloggi e ristorante. Si attesterà sul fronte mare, seguendo la direttrice del nuovo camminamento e innalzandosi su piattaforme e palafitte per non essere eccessivamente invasivo sul sistema dunario. Consisterà in due edifici di testata alti rispettivamente tre e quattro piani, ed entrambi avranno la peculiarità di avere il basamento aperto, attraversato dall’asse della passeggiata sul mare. L’edificio a tre piani ospiterà i laboratori, l’altro il ristorante. Dietro l’edificio dei laboratori si svilupperà una corte porticata che permetterà di giungere alla sala conferenza. Nella parte retrostante i due edifici di testata saranno distribuiti delle stecche di alloggi su palafitte immerse nel verde, caratterizzate da coperture con volte a botte. Lo stile architettonico del nuovo complesso si rifà all’architettura mediterranea, che s’identifica tramite l’utilizzo di basamenti e piccole aperture in facciata, l’uso di pietre e materiali da costruzioni locali, le bianche superfici che riflettono la luce e il forte segno architettonico dei muri che marcano il terreno seguendone l’orografia fino a diventare un tutt’uno.

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L’obiettivo di questa tesi è presentare una tecnica di monitoraggio applicabile alle dune costiere, utilizzata per questo studio nella provincia di Ravenna e in particolare su di un cordone trasversale di duna costiera presente nell’area naturale adiacente alla foce del torrente Bevano nella zona di Lido di Classe. Tale tecnica si avvale dell’uso di tecnologia laser per fornire una documentazione 3D estremamente dettagliata, il quale ci permetterà di valutare come il sistema dunale si comporta di fronte ad un evento climatico estremo e/o sotto l’azione delle mareggiate, confrontando sia l’aspetto morfologico che morfometrico mediante l’uso di programmi che ci hanno permesso di confrontare i dati ottenuti prima e dopo l’evento climatico

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Vista la crescente frequenza e gravità delle catastrofi naturali legate al clima negli ultimi anni, una risposta collettiva si rende più che mai necessaria. In particolare l’analisi delle evidenze storiche, confermate recentemente anche da alcune tempeste e mareggiate che hanno colpito la zona ravennate, mostra abbastanza chiaramente un quadro di ricorrenza che ha interessato l’area. Infatti i rischi costieri, potenzialmente presenti nell’area di studio considerata in questo lavoro, pur non essendo elevati come in altre zone italiane, sono però ad un livello tale che non può essere del tutto ignorato. Lo scopo è quindi quello di preparare al meglio i territori interessati, adattando gli edifici e le infrastrutture al fine di proteggere le opere, di limitarne i rischi di demolizione e di salvare vite umane in caso di un evento oltremodo critico. Ad oggi si sente l´esigenza di un approccio globale che tenga conto del problema della sicurezza in campo urbanistico, a partire dal disegno concettuale di qualsiasi edificio e indipendentemente dalla sua funzione. Gli obiettivi dei potenziali adattamenti infrastrutturali, visti i rischi costieri dell’area compresa tra Marina di Ravenna e Lido Adriano, sono: • di generare efficaci standard costruttivi e metodologie di progettazione per le infrastrutture che si trovano in zone vulnerabili; • di garantire la sicurezza dei cittadini e delle attività in tali zone; • di ridurre l'impatto socio-economico delle catastrofi naturali. In questa tesi, in particolare, si fornirà un quadro generale dell’area studio, si approfondirà il tema del rischio costiero andando ad analizzare quali sono i rischi potenziali dell’area ed, all’interno di essa, le zone maggiormente in pericolo; si proporrà un metodo di valutazione economica degli stabilimenti balneari e della spiaggia ed infine si analizzeranno i principali adattamenti alle infrastrutture realizzabili.

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"Bibliographia": 2 p. following p. 298.

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An analysis and a subsequent solution is here presented. This document is about a groin design able to contrast the erosion actions given by waves in Lido di Dante. Advantages will be visible also for Fiumi Uniti's inlet, in the north side of the shoreline. Beach future progression and growth will be subjected to monitoring actions in the years after groin construction. The resulting effects of the design will have a positive impact not only on the local fauna and environment, but also, a naturalistic appeal will increase making new type of tourists coming not only for recreational purposes. The design phase is focused on possible design alternatives and their features. Particular interest is given to scouring phenomena all around the groin after its construction. Groin effects will impact not only on its south side, instead they will cause an intense erosion process on the downdrift front. Here, many fishing hut would be in danger, thus a beach revetment structure is needed to avoid any future criticality. In addiction, a numerical model based on a generalized shoreline change numerical model, also known as GENESIS, has been applied to the study area in order to perform a simplistic analysis of the shoreline and its future morphology. Critical zones are visible in proximity of the Fiumi Uniti's river inlet, where currents from the sea and the river itself start the erosion process that is affecting Lido di Dante since mid '80s, or even before. The model is affected by several assumptions that make results not to be interpreted as a real future trend of the shore. Instead the model allows the user to have a more clear view about critical processes induced by monochromatic inputed waves. In conclusion, the thesis introduce a wide analysis on a complex erosion process that is affecting many shoreline nowadays. A groin design is seen as a hard solution it is considered to be the only means able to decrease the rate of erosion.

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Exposure to silica dust has been examined as a possible risk factor for autoimmune diseases, including systemic sclerosis, rheumatoid arthritis, systemic lupus erythematosus and ANCA-associated vasculitis. However, the underlying cellular and molecular mechanisms resulting in the increased prevalence of autoimmunity remain elusive. To clarify these mechanisms, we studied various markers of immune activation in individuals occupationally exposed to silica dust, i.e., serum levels of soluble IL-2 receptor (sIL-2R), levels of IL-2, other pro- and anti-inflammatory cytokines and lymphoproliferation. Our results demonstrate that silica-exposed individuals present important alterations in their immune response when compared to controls, as shown by increased serum sIL-2R levels, decreased production of IL-2 and increased levels of the pro-inflammatory (IFN-γ, IL-1α, TNF-α, IL-6) as well as anti-inflammatory (IL-10 and TGF-β) cytokines. Furthermore, silica-exposed individuals presented enhanced lymphoproliferative responses. Our findings provide evidence that the maintenance of immune homeostasis may be disturbed in silica-exposed individuals, possibly resulting in autoimmune disorders.

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Universidade Estadual de Campinas. Faculdade de Educação Física

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Introduction: This study compared the combined use of sodium hypochlorite (NaOCl) and chlorhexidine (CXH) with citric acid and CXH on dentinal permeability and precipitate formation. Methods: Thirty-four upper anterior teeth were prepared by rotary instrumentation and NaOCl. The root canal surfaces were conditioned for smear layer removal using 15% citric acid solution under ultrasonic activation and a final wash with distilled water. All teeth were dried, and 30 specimens were randomly divided into three equal groups as follows: positive control group (PC), no irrigation; 15% citric acid + 2% CHX group (CA + CHX); and 1% NaOCl + 2% CHX group (NaOCl + CHX). All roots were immersed in a 0.2% Rhodamine B solution for 24 hours. One-millimeter-thick slices from the cementum-enamel junction were scanned at 400 dpi and analyzed using the software ImageLab (LIDO-USP, Sao Paulo, Brazil) for the assessment of leakage in percentage. For scanning electron microscopy analysis, four teeth, irrigated for NaOCl + CHX samples, were split in half, and each third was evaluated at 1,000x and 5,000x (at the precipitate). Results: Using the analysis of variance test followed by the Bonferroni comparison method, no statistical differences between groups were found when analyzed at the cervical and medium thirds. At the apical third, differences between the PC and NaOCl + CHX (p<0.05) and CA + CHX and NaOCl + CHX could be seen (p < 0.05). Conclusion: The combination of 1% NaOCl and 2% CHX solutions results in the formation of a flocculate precipitate that acts as a chemical smear layer reducing the dentinal permeability in the apical third. (J Endod 2010;36:847-850)