979 resultados para Matematica - Formulas
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Simple design formulas for designing ultra wideband (UWB) antennas in the form of complementary planar monopoles are described and their validity is tested using full electromagnetic wave simulations and measurements. Assuming dielectric substrate with relative permittivity of 10.2, the designed antennas feature a small size of 13 mmtimes26 mm. They exhibit a 10 dB return loss bandwidth from 3 to more than 15 GHz accompanied by near omnidirectional characteristics and good radiation efficiency throughout this band
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Computing circuits composed of noisy logical gates and their ability to represent arbitrary Boolean functions with a given level of error are investigated within a statistical mechanics setting. Existing bounds on their performance are straightforwardly retrieved, generalized, and identified as the corresponding typical-case phase transitions. Results on error rates, function depth, and sensitivity, and their dependence on the gate-type and noise model used are also obtained.
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We study noisy computation in randomly generated k-ary Boolean formulas. We establish bounds on the noise level above which the results of computation by random formulas are not reliable. This bound is saturated by formulas constructed from a single majority-like gate. We show that these gates can be used to compute any Boolean function reliably below the noise bound.
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* This work was financially supported by the Russian Foundation for Basic Research, project no. 04-01-00858a.
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Mathematics Subject Classification: 42A38, 42C40, 33D15, 33D60
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The quantitative analysis of receptor-mediated effect is based on experimental concentration-response data in which the independent variable, the concentration of a receptor ligand, is linked with a dependent variable, the biological response. The steps between the drug–receptor interaction and the subsequent biological effect are to some extent unknown. The shape of the fitting curve of the experimental data may give some in-sights into the nature of the concentration–receptor–response (C-R-R) mechanism. It can be evaluated by non-linear regression analysis of the experimental data points of the independent and dependent variables, which could be considered as a history of the interaction between the drug and receptors. However, this information is not enough to evaluate such important parameters of the mechanism as the dissociation constant (affinity) and efficacy. There are two ways to provide more detailed information about the C-R-R mechanism: (i) an experimental way for obtaining data with new or
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2010 Mathematics Subject Classification: Primary 65D30, 32A35, Secondary 41A55.
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PURPOSE: To compare the Parr-Hubbard and Knudtson formulas to calculate retinal vessel calibers and to examine the effect of omitting vessels on the overall result. METHODS: We calculated the central retinal arterial equivalent (CRAE) and central retinal venular equivalent (CRVE) according to the formulas described by Parr-Hubbard and Knudtson including the six largest retinal arterioles and venules crossing through a concentric ring segment (measurement zone) around the optic nerve head. Once calculated, we removed one arbitrarily selected artery and one arbitrarily selected vein and recalculated all outcome parameters again for (1) omitting one artery only, (2) omitting one vein only, and (3) omitting one artery and one vein. All parameters were compared against each other. RESULTS: Both methods showed good correlation (r for CRAE = 0.58; r for CRVE = 0.84), but absolute values for CRAE and CRVE were significantly different from each other when comparing both methods (p < 0.000001): CRAE had higher values for the Parr-Hubbard (165 [±16] μm) method compared with the Knudtson method (148 [±15] μm). In addition, CRAE and CRVE values dropped for both methods when omitting one arbitrarily selected vessel each (all p < 0.000001). Arteriovenous ratio (AVR) calculations showed a similar change for both methods when omitting one vessel each: AVR decreased when omitting one arteriole whereas it increased when omitting one venule. No change, however, was observed for AVR calculated with six or five vessel pairs each. CONCLUSIONS: Although the absolute value for CRAE and CRVE is changing significantly depending on the number of vessels included, AVR appears to be comparable as long as the same number of arterioles and venules is included.
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MSC 2010: 33C15, 33C05, 33C45, 65R10, 20C40
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Scopo di questa tesi è verificare se, testi di matematica modificati da un punto di vista grafico e senza variazioni a livello di competenze matematiche richieste, possano facilitare i ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Aspetti non legati alla matematica, come la difficoltà a leggere il testo troppo lungo, a ricordare o sapere il significato di alcune parole, a non avere una immagine di riferimento, bloccano il ragazzo impedendo all’insegnante una corretta valutazione. Viene presentata dapprima una parte teorica sui disturbi e sulle leggi che tutelano i ragazzi, in seguito viene analizzata nel dettaglio la parte sperimentale, riportando un’analisi di quanto emerso da interviste semi-strutturate e questionari posti a ragazzi DSA di diverse associazioni.
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La prima parte dell’elaborato ripercorre la storia dell’introduzione delle tecnologie all’interno delle istituzioni scolastiche, sia dal punto di vista pratico, sia dal punto di vista legislativo, che ha accompagnato questo ingresso tutt’altro che lineare, a partire dagli anni ’80 fino ai giorni nostri grazie alle ultime introduzioni avvenute con la messa in atto del Piano Nazionale Scuola Digitale. Vengono poi descritti alcuni software utilizzati nelle scuole sia in passato che in tempi più recenti per arrivare agli ultimi sviluppi e agli applicativi online per lo studio della matematica. Infine nell’ultimo capitolo è descritta un’unità didattica riguardante lo studio della probabilità, ideata per gli allievi di una scuola secondaria di secondo grado che utilizza la LIM e alcuni software adeguati all’argomento proposto. Quello che emerge, però, è la difficoltà sia nella diffusione delle tecnologie nella scuola, sia nel loro utilizzo da parte dei docenti. Spesso gli insegnanti non hanno un livello adeguato di formazione in ambito tecnologico e quindi non sono in grado di sfruttare pienamente le potenzialità offerte. Il cammino per arrivare ad una completa formazione del personale docente e per la completa digitalizzazione delle scuole è ancora lungo e tortuoso. Tuttavia è importante ricordare che le tecnologie non possono essere la risposta a tutto, bensì un efficace mezzo per attirare l’attenzione e soprattutto stimolare la fantasia di alunni e docenti. Inoltre non si può pensare alcuna tecnologizzazione senza prima aver posto e consolidato le basi di un qualsivoglia argomento da proporre in classe con l’ausilio di software e hardware.
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Questa tesi espone il mio lavoro all'interno del progetto di ricerca del FAMT&L, progetto sviluppato dal dipartimento di Matematica e dal dipartimento di Scienze dell'Educazione sulla valutazione formativa in matematica, finanziato dall'Unione Europea e svolto in collaborazione con Francia, Svizzera, Olanda e Cipro. Questo progetto di ricerca è centrato sulla formazione degli insegnanti alla valutazione formativa. L'obiettivo è quello di formare gli insegnanti a fare valutazione formativa in matematica. Lo strumento scelto è quello di lavorare su video di situazioni in classe. Il mio lavoro di tesi è consistito nell'analizzare le situazioni dei video per trovare delle categorie relative ai contenuti, alle competenze matematiche e alle caratteristiche dell'apprendimento della matematica. Questi materiali saranno utilizzati come materiale nella formazione insegnanti.
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Questo lavoro di tesi nasce all’interno del nucleo di ricerca in didattica della fisica dell’Università di Bologna, coordinato dalla professoressa Olivia Levrini e che coinvolge docenti di matematica e fisica dei Licei, assegnisti di ricerca e laureandi. Negli ultimi anni il lavoro del gruppo si è concentrato sullo studio di una possibile risposta all'evidente e pressante difficoltà di certi docenti nell'affrontare gli argomenti di meccanica quantistica che sono stati introdotti nelle indicazioni Nazionali per il Liceo Scientifico, dovuta a cause di vario genere, fra cui l'intrinseca complessità degli argomenti e l'inefficacia di molti libri di testo nel presentarli in modo adeguato. In questo contesto, la presente tesi si pone l’obiettivo di affrontare due problemi specifici di formalizzazione matematica in relazione a due temi previsti dalle Indicazioni Nazionali: il tema della radiazione di corpo nero, che ha portato Max Planck alla prima ipotesi di quantizzazione, e l’indeterminazione di Heisenberg, con il cambiamento di paradigma che ha costituito per l’interpretazione del mondo fisico. Attraverso un confronto diretto con le fonti, si cercherà quindi di proporre un percorso in cui il ruolo del protagonista sarà giocato dagli aspetti matematici delle teorie analizzate e dal modo in cui gli strumenti della matematica hanno contribuito alla loro formazione, mantenendo un costante legame con le componenti didattiche. Proprio in quest'ottica, ci si accorgerà della forte connessione fra i lavori di Planck e Heisenberg e due aspetti fondamentali della didattica della matematica: l'interdisciplinarietà con la fisica e il concetto di modellizzazione. Il lavoro finale sarà quindi quello di andare ad analizzare, attraverso un confronto con le Indicazioni Nazionali per il Liceo Scientifico e con alcune esigenze emerse dagli insegnanti, le parti e i modi in cui la tesi risponde a queste richieste.
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The purpose of this paper is to identify problems when translating standard formulas of expression in English to Spanish legal translation. To achieve the goal, a total of 250 Spanish translations were analyzed of 10 sentences from legal texts in English. The degree of difficulty posed by the translation of these formulas is confirmed by the results obtained, which is related not so much to the intrinsic meaning of the words that compose them, but to their contextual meaning. An eclectic approach that combines discourse analysis with contrastive linguistics is proposed, and some specific didactic guidelines are indicated to facilitate the translation teaching of these standard formulas of expression. Lexical interpretation and contextual recreation allow the apprentice translator to make progress with the translation of these phrases and to improve his/her attitude when facing them to achieve a successful semantic and contextual interpretation, that is to say, getting the closest natural equivalent while respecting the genius of the language.
Il modello di argomentazione di Toulmin nell’attivitá matematica degli studenti di scuola secondaria
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Lo studio decritto in questo progetto di tesi ha avuto origine dalla volontà di analizzare l’atteggiamento di studenti di scuola superiore di I e II grado rispetto alla richiesta di fornire argomentazioni, di giustificare affermazioni o risultati ottenuti in ambito matematico. L’analisi quantitativa dei dati ottenuti sottoponendo gli studenti ad un questionario costituito da quesiti scelti in ambiti differenti tra le prove Invalsi ha evidenziato che solo una parte (36% per le superiori di I grado, 59% per le superiori di II grado) degli studenti che hanno risposto correttamente ai quesiti, è stata in grado di argomentare la risposta. L’analisi è stata a questo punto approfondita sulla base del modello di Toulmin e delle componenti del processo di argomentazione da lui descritte. Si è valutato per ogni argomentazione in quale o quali delle componenti toulminiane si sia concentrato l’errore. Ogni argomentazione considerata errata può infatti contenere errori differenti che possono riguardare una soltanto, diverse o tutte e quattro le componenti di Backing, Warrant, Data e Conclusion. L’informazione che ne è emersa è che nella maggioranza dei casi il fatto che uno studente di scuola superiore non riesca ad argomentare adeguatamente un’affermazione dipende dal richiamo errato di conoscenze sull'oggetto dell'argomentazione stessa ("Warrant" e "Backing"), conoscenze che dovrebbero supportare i passi di ragionamento. Si è infine condotta un’indagine sul terreno logico e linguistico dei passi di ragionamento degli studenti e della loro concatenazione, in modo particolare attraverso l’analisi dell’uso dei connettivi linguistici che esprimono e permettono le inferenze, e della padronanza logica delle concatenazioni linguistiche. Si è osservato per quanto riguarda le scuole superiori di I grado, che le difficoltà di argomentazione dovute anche a scarsa padronanza del linguaggio sono circa l’8% del totale; per le scuole superiori di II grado questa percentuale scende al 6%.