906 resultados para Legitimate expectations
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Ylänimeke: Yleiset opit ja muutoksen hallinta
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Under EU competition law, parent companies may be held jointly and severally liable for the competition law infringements committed by their subsidiaries. The possibility of holding parent companies liable demonstrates a significant exception from the idea of separate legal entities. However, it is not the only deviation developed under EU competition law. In cases, where the legal entity responsible for the anti-competitive conduct has changed its form, liability can be attributed to the new operator, in particular, to its successor. The principles of legal certainty and legitimate expectations are issues that surround the doctrines of parental and successor liability. The aim of this thesis is to present a comprehensive comparative analysis of the parental and successor liability doctrines and to clarify the conditions under which it is possible to attribute liability for the infringements of EU competition law. The main purpose is therefore to demonstrate the problems related to the allocation of liability and to discuss whether these liability principles, established to assure the effective enforcement of the EU competition rules, are good solutions. The research methods used in this thesis are the legal dogmatic approach and the comparative law approach. The former enables the possibility of using the case law and legislation as a framework in which the difficulties concerning the application of parental and successor liability can be discussed while the latter ensures the comparison of the characteristics and judgments. The doctrines of parental and successor liability are both well established, but the application practice has caused several difficulties. These problems derive from, inter alia, the broadness and disjointed developed of the doctrines. There has been much recent case law dealing with these issues and having the potential to open up a considerable risk and to allocate strict liability for parent and successor companies.
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Le législateur a introduit, à la fin des années 1980, une institution permettant à tout individu majeur et apte de confier, advenant son inaptitude, son bien-être, la gestion de ses biens et, de façon générale, sa protection à une personne en qui il a confiance. Cette institution s’appelle le mandat donné en prévision de l’inaptitude du mandant. Toutefois, les besoins du mandant ne peuvent être déterminés avec précision avant la survenance de son inaptitude. Cette situation a amené une certaine doctrine, en vue d’assurer la sauvegarde de l’autonomie résiduelle du mandant, à invoquer en matière de mandat de protection les principes gouvernant les régimes de protection. Malheureusement, en l’absence de disposition expresse à cet effet, il semble que cette voie ne puisse être adoptée. En conséquence, le présent mémoire tente de démontrer que les principes énoncés à la Charte des droits et libertés de la personne et les fondements du régime contractuel prévu au Code civil du Québec permettent d’assurer la protection du mandant dans le respect de ses intérêts et de ses attentes légitimes. Cette approche concilie également le respect de l’autonomie résiduelle du mandant, de ses volontés et de son besoin de protection et assure l’efficacité de l’institution.
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La gouvernance des sociétés par actions canadiennes accorde une place aux créanciers, qui contribuent considérablement à leur financement. Les créanciers fournissent une prestation en échange d’une promesse d’être payé plus tard, de sorte qu’ils sont en conflit d’agence avec d’autres parties prenantes de la société par actions, particulièrement les dirigeants. Principale voie procédurale des litiges en droit des sociétés, le recours en cas d’abus (ou « recours en oppression ») permet d’endiguer certains aspects de ce conflit d’agence en octroyant aux tribunaux de larges pouvoirs pour pallier les abus. Cette intervention judiciaire s’exprime par la théorie des attentes raisonnables, selon laquelle le tribunal doit protéger non seulement les droits des parties, mais également leurs attentes raisonnables. La jurisprudence permet de conclure à des attentes raisonnables relativement à l’information fournie par la société, au patrimoine social et au processus décisionnel des dirigeants. Elle laisse également entrevoir une attente raisonnable à l’égard des modifications du partage des risques découlant d’un événement imprévisible.
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El presente trabajo realiza un análisis sobre los diferentes fundamentos que ante la falta de regulación legal, nuestra jurisprudencia ha invocado para atribuirle efectos retroactivos –ex tunc- o efectos a futuro –ex nunc- a las sentencias de nulidad de los actos administrativos, los cuales van desde la asimilación de éste con el acto jurídico civil, hasta la pretendida identidad del acto administrativo general con la ley, todo enmarcado dentro de lo que se ha entendido por situaciones jurídicas consolidadas. Este estudio demuestra que la retroactividad o no retroactividad, no es una condición necesaria o automática de las sentencias de nulidad de los actos administrativos, porque tal idea anula reflexiones importantes que tienen que ver con la ponderación de principios básicos como la garantía de eficacia de los derechos fundamentales, la seguridad jurídica, la justicia material, la confianza legítima y la igualdad. Se impone así entender que los efectos temporales de las sentencias no se derivan de alguna formalidad del proceso, ni de la naturaleza del acto administrativo, ni del tipo de sentencia; estos son más bien una de las herramientas para que el juez a través de la modulación en cada caso, pueda darle eficacia a su sentencia y cumplir con las obligaciones que le impone la Constitución y la ley, que no son otras que garantizar la protección de derechos fundamentales y preservar el orden jurídico.
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Il presente lavoro si propone principalmente di fornire un’analisi delle declinazioni assunte dal principio di continuità nel diritto amministrativo, tentando di metterne in luce al contempo le basi fondanti che caratterizzano ogni principio generale e le sfumature più attuali emerse dall’elaborazione della dottrina e della giurisprudenza più recenti. Partendo dal fondamentale presupposto secondo cui la maggior parte degli interpreti si è interessata al principio di continuità in campo amministrativo con prevalente riferimento all’ambito organizzativo-strutturale, si è tentato di estendere l’analisi sino a riconoscervi una manifestazione di principi chiave della funzione amministrativa complessivamente intesa quali efficienza, buon andamento, realizzazione di buoni risultati. La rilevanza centrale della continuità discende dalla sua infinita declinabilità, ma in questo lavoro si insiste particolarmente sul fatto che di essa possono darsi due fondamentali interpretazioni, tra loro fortemente connesse, che si influenzano reciprocamente: a quella che la intende come segno di stabilità perenne, capace di assicurare certezza sul modus operandi delle pubbliche amministrazioni e tutela degli affidamenti da esse ingenerati, si affianca una seconda visione che ne privilegia invece l’aspetto dinamico, interpretandola come il criterio che impone alla P.A. di assecondare la realtà che muta, evolvendo contestualmente ad essa, al fine di assicurare la permanenza del risultato utile per la collettività, in ossequio alla sua missione di cura. In questa prospettiva, il presente lavoro si propone di analizzare, nella sua prima parte, i risultati già raggiunti dall’elaborazione esegetica in materia di continuità amministrativa, con particolare riferimento alle sue manifestazioni nel campo dell’organizzazione e dell’attività amministrative, nonché ad alcune sue espressioni concrete nel settore degli appalti e dei servizi pubblici. La seconda parte è invece dedicata a fornire alcuni spunti ed ipotesi per nuove interpretazioni del principio in chiave sistematica, in relazione a concetti generali quali il tempo, lo spazio e il complessivo disegno progettuale della funzione amministrativa.
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L’applicazione del principio di buona fede oggettiva all’attività della pubblica amministrazione, sia contrattuale che provvedimentale, è attualmente fuori discussione, tuttavia i limiti e le modalità attraverso cui questo principio si articola sono ancora oggetto di dibattito dottrinale e giurisprudenziale, in particolare modo per quanto riguarda l’istituto della responsabilità precontrattuale della p.a. Tale ultimo istituto è oggetto di uno specifico approfondimento, che tenterà di analizzare i principali punti cruciali del dibattito: la tutela del legittimo affidamento del privato durante le trattative instaurate con la p.a., la natura giuridica della responsabilità precontrattuale e questioni di stampo più processuale, come il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. Al fine poi di comprendere pienamente le funzioni svolte dal principio di buona fede nell’ambito delle attività pubbliche, sia contrattuali che autoritative, la ricerca si è concentrata anche sulle diverse interpretazioni che gli studiosi del diritto hanno attribuito oggi al giudizio di buona fede, inteso sia come principio civile contrattuale che come nuovo principio amministrativo costituzionalmente orientato. Nel proseguo della dissertazione, infatti, si cerca di valutare l’applicabilità del giudizio di buona fede da un punto di vista interdisciplinare, civile e amministrativo, allo scopo di dimostrare come tale principio sia riuscito lentamente a pervadere anche la materia amministrativa, condizionando in senso garantista non solo il dictum giurisprudenziale, ma anche l’intervento normativo del legislatore.
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The objective of the present study was: (a) to identify the concerns, verbally expressed, of 50 mothers regarding their preterm infants (PT) and then compare their verbal expression with those of 25 mothers of full-term infants (FT): and (b) to correlate the mothers` verbal expressions with maternal and infant variables. The following instruments were used to compose and characterize the sample: Structure Clinical Interview for DSM III-R Non-Patient (SCID/NP), State-Trait Anxiety Inventory (STAI), Beck Depression Inventory (BDI), and medical charts. Results showed that there was no difference between groups in term of mothers` expectations and conceptualizations, both groups exhibited predominantly positive expectations and concepts. In comparison with FT mothers, PT mothers verbally expressed more feelings and reactions predominantly negative or conflicting in relation to infant birth. Higher levels of maternal anxiety and depression in the PT Group were correlated with more verbal expressions about negative or conflicting emotions. In addition, lower birth weight, higher neonatal risk and longer length of stay in intensive care nursery of the infants were related with more negative or conflicting concepts by the mothers.