999 resultados para Colombian pension system
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In this paper, we examine the impacts of the reform in the rural pension system in Brazil in 1991 on schooling and health indicators. In addition, we use the reform to investigate the validity of the unitary model of household allocation by testing if there were uneven impacts on those indicators depending on the gender of the recipient. The main conclusion of the paper is that the reform had significantly positive effects on the outcomes of interest, especially on those co-residing with a male pensioner, indicating that the unitary model is not a well-specified framework to understand family allocation decisions. The highest impacts were on school attendance for boys, literacy for girls and illness for middle-age people. We explore a collective model as defined by Chiappori (1992) as one possible alternative representation for the decision-making process of the poor rural Brazilian families. In the cooperative Nash equilibrium, the reform effects can be divided into two pieces: a direct income effect and bargaining power effect. The data support the existence of these two different effects
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Research that seeks to estimate the effects of fiscal policies on economic growth has ignored the role of public debt in this relationship. This study proposes a theoretical model of endogenous growth, which demonstrates that the level of the public debt-to-gross domestic product (GDP) ratio should negatively impact the effect of fiscal policy on growth. This occurs because government indebtedness extracts part of the savings of the young to pay interest on the debts of the older generation, who are no longer saving. Therefore, the payment of debt interest assumes an allocation exchange role between generations that is similar to a pay-as-you-go pension system, which results in changes in the savings rate of the economy. The major conclusions of the theoretical model were tested using an econometric model to provide evidence for the validity of this conclusion. Our empirical analysis controls for timeinvariant, country-specific heterogeneity in the growth rates. We also address endogeneity issues and allow for heterogeneity across countries in the model parameters and for cross-sectional dependence.
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ECLAC Proposes for Latin America and the Caribbean a Social Protection Covenant Shaping the Future of Social Protection. Op-ed by ECLAC's Executive Secretary, José Luis Machinea Reform Agenda in Health Pension System Reforms Should Expand Coverage Resolutions approved during ECLAC's Thirty-first Session Social Programmes Help to Offset the Region's Poverty but Still Face Major Challenges Human Rights and Development to the Centre of Debate on Migration Challenges and Opportunities for Migration Governance Prospects for Growth Statistical Appendix Recent Titles Calendar
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Development thinking and policies: the way ahead / Gert Rosenthal. -- Macroeconomic policies for growth / Ricardo Ffrench-Davis. -- Capital flows: lessons from the Chilean experience / Eduardo Aninat, Christian Lorrain. -- Changes In the industrial development of Latin America / José Miguel Benavente, Gustavo Crespi, Jorge Katz, Giovanni Stumpo. -- Pension system reforms in Latin America: the position of the International organizations / Carmelo Mesa-Lago. -- The contributions of applied anthropology to peasant development / John Durston. -- Biodiversity prospecting: a new panacea for development? / Julie M. Feinsilver. -- Foreign Investment and competitive development In Latin America and the Caribbean / Alejandro C. Vera-Vassallo. -- The Mexican peso crisis / Stephany Grijfìth-Jones.
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Democracy and development / Fernando H. Cardoso. -- Can growth and equity go hand in hand? / Joseph Ramos. -- Stability and structure: interactions in economic growth / José Maria Fanelli and Roberto Frenkel. -- Pension system reform in Latin America / Andras Uthoff. -- Recent economic trends in China and their implications for trade with Latin America and the Caribbean / Mikio Kuwayama. -- Economic relations between Latin America and the high-performing Asian developing economies / Ronald Sprout. -- Economic relations between Latin America and the European Union / Roberto Smith Perera. -- Rules of origin: new implications / Eduardo Gitli. -- Globalization and restructuring the energy sector in Latin America / Femando Sánchez Albavera. -- The kaleidoscope of competitiveness / Geraldo Müller. -- The privatization of public water utilities / Miguel Solones. -- How much can we spend on education? / Guillermo Labarca. -- Women and migrants: inequalities in the labour market of Santiago, Chile / Ivonne Szasz.
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Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior (CAPES)
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La ricerca si propone di definire le linee guida per la stesura di un Piano che si occupi di qualità della vita e di benessere. Il richiamo alla qualità e al benessere è positivamente innovativo, in quanto impone agli organi decisionali di sintonizzarsi con la soggettività attiva dei cittadini e, contemporaneamente, rende evidente la necessità di un approccio più ampio e trasversale al tema della città e di una più stretta relazione dei tecnici/esperti con i responsabili degli organismi politicoamministrativi. La ricerca vuole indagare i limiti dell’urbanistica moderna di fronte alla complessità di bisogni e di nuove necessità espresse dalle popolazioni urbane contemporanee. La domanda dei servizi è notevolmente cambiata rispetto a quella degli anni Sessanta, oltre che sul piano quantitativo anche e soprattutto sul piano qualitativo, a causa degli intervenuti cambiamenti sociali che hanno trasformato la città moderna non solo dal punto di vista strutturale ma anche dal punto di vista culturale: l’intermittenza della cittadinanza, per cui le città sono sempre più vissute e godute da cittadini del mondo (turisti e/o visitatori, temporaneamente presenti) e da cittadini diffusi (suburbani, provinciali, metropolitani); la radicale trasformazione della struttura familiare, per cui la famiglia-tipo costituita da una coppia con figli, solido riferimento per l’economia e la politica, è oggi minoritaria; l’irregolarità e flessibilità dei calendari, delle agende e dei ritmi di vita della popolazione attiva; la mobilità sociale, per cui gli individui hanno traiettorie di vita e pratiche quotidiane meno determinate dalle loro origini sociali di quanto avveniva nel passato; l’elevazione del livello di istruzione e quindi l’incremento della domanda di cultura; la crescita della popolazione anziana e la forte individualizzazione sociale hanno generato una domanda di città espressa dalla gente estremamente variegata ed eterogenea, frammentata e volatile, e per alcuni aspetti assolutamente nuova. Accanto a vecchie e consolidate richieste – la città efficiente, funzionale, produttiva, accessibile a tutti – sorgono nuove domande, ideali e bisogni che hanno come oggetto la bellezza, la varietà, la fruibilità, la sicurezza, la capacità di stupire e divertire, la sostenibilità, la ricerca di nuove identità, domande che esprimono il desiderio di vivere e di godere la città, di stare bene in città, domande che non possono essere più soddisfatte attraverso un’idea di welfare semplicemente basata sull’istruzione, la sanità, il sistema pensionistico e l’assistenza sociale. La città moderna ovvero l’idea moderna della città, organizzata solo sui concetti di ordine, regolarità, pulizia, uguaglianza e buon governo, è stata consegnata alla storia passata trasformandosi ora in qualcosa di assai diverso che facciamo fatica a rappresentare, a descrivere, a raccontare. La città contemporanea può essere rappresentata in molteplici modi, sia dal punto di vista urbanistico che dal punto di vista sociale: nella letteratura recente è evidente la difficoltà di definire e di racchiudere entro limiti certi l’oggetto “città” e la mancanza di un convincimento forte nell’interpretazione delle trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno investito la società e il mondo nel secolo scorso. La città contemporanea, al di là degli ambiti amministrativi, delle espansioni territoriali e degli assetti urbanistici, delle infrastrutture, della tecnologia, del funzionalismo e dei mercati globali, è anche luogo delle relazioni umane, rappresentazione dei rapporti tra gli individui e dello spazio urbano in cui queste relazioni si muovono. La città è sia concentrazione fisica di persone e di edifici, ma anche varietà di usi e di gruppi, densità di rapporti sociali; è il luogo in cui avvengono i processi di coesione o di esclusione sociale, luogo delle norme culturali che regolano i comportamenti, dell’identità che si esprime materialmente e simbolicamente nello spazio pubblico della vita cittadina. Per studiare la città contemporanea è necessario utilizzare un approccio nuovo, fatto di contaminazioni e saperi trasversali forniti da altre discipline, come la sociologia e le scienze umane, che pure contribuiscono a costruire l’immagine comunemente percepita della città e del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. La rappresentazione del sociale urbano varia in base all’idea di cosa è, in un dato momento storico e in un dato contesto, una situazione di benessere delle persone. L’urbanistica moderna mirava al massimo benessere del singolo e della collettività e a modellarsi sulle “effettive necessità delle persone”: nei vecchi manuali di urbanistica compare come appendice al piano regolatore il “Piano dei servizi”, che comprende i servizi distribuiti sul territorio circostante, una sorta di “piano regolatore sociale”, per evitare quartieri separati per fasce di popolazione o per classi. Nella città contemporanea la globalizzazione, le nuove forme di marginalizzazione e di esclusione, l’avvento della cosiddetta “new economy”, la ridefinizione della base produttiva e del mercato del lavoro urbani sono espressione di una complessità sociale che può essere definita sulla base delle transazioni e gli scambi simbolici piuttosto che sui processi di industrializzazione e di modernizzazione verso cui era orientata la città storica, definita moderna. Tutto ciò costituisce quel complesso di questioni che attualmente viene definito “nuovo welfare”, in contrapposizione a quello essenzialmente basato sull’istruzione, sulla sanità, sul sistema pensionistico e sull’assistenza sociale. La ricerca ha quindi analizzato gli strumenti tradizionali della pianificazione e programmazione territoriale, nella loro dimensione operativa e istituzionale: la destinazione principale di tali strumenti consiste nella classificazione e nella sistemazione dei servizi e dei contenitori urbanistici. E’ chiaro, tuttavia, che per poter rispondere alla molteplice complessità di domande, bisogni e desideri espressi dalla società contemporanea le dotazioni effettive per “fare città” devono necessariamente superare i concetti di “standard” e di “zonizzazione”, che risultano essere troppo rigidi e quindi incapaci di adattarsi all’evoluzione di una domanda crescente di qualità e di servizi e allo stesso tempo inadeguati nella gestione del rapporto tra lo spazio domestico e lo spazio collettivo. In questo senso è rilevante il rapporto tra le tipologie abitative e la morfologia urbana e quindi anche l’ambiente intorno alla casa, che stabilisce il rapporto “dalla casa alla città”, perché è in questa dualità che si definisce il rapporto tra spazi privati e spazi pubblici e si contestualizzano i temi della strada, dei negozi, dei luoghi di incontro, degli accessi. Dopo la convergenza dalla scala urbana alla scala edilizia si passa quindi dalla scala edilizia a quella urbana, dal momento che il criterio del benessere attraversa le diverse scale dello spazio abitabile. Non solo, nei sistemi territoriali in cui si è raggiunto un benessere diffuso ed un alto livello di sviluppo economico è emersa la consapevolezza che il concetto stesso di benessere sia non più legato esclusivamente alla capacità di reddito collettiva e/o individuale: oggi la qualità della vita si misura in termini di qualità ambientale e sociale. Ecco dunque la necessità di uno strumento di conoscenza della città contemporanea, da allegare al Piano, in cui vengano definiti i criteri da osservare nella progettazione dello spazio urbano al fine di determinare la qualità e il benessere dell’ambiente costruito, inteso come benessere generalizzato, nel suo significato di “qualità dello star bene”. E’ evidente che per raggiungere tale livello di qualità e benessere è necessario provvedere al soddisfacimento da una parte degli aspetti macroscopici del funzionamento sociale e del tenore di vita attraverso gli indicatori di reddito, occupazione, povertà, criminalità, abitazione, istruzione, etc.; dall’altra dei bisogni primari, elementari e di base, e di quelli secondari, culturali e quindi mutevoli, trapassando dal welfare state allo star bene o well being personale, alla wellness in senso olistico, tutte espressioni di un desiderio di bellezza mentale e fisica e di un nuovo rapporto del corpo con l’ambiente, quindi manifestazione concreta di un’esigenza di ben-essere individuale e collettivo. Ed è questa esigenza, nuova e difficile, che crea la diffusa sensazione dell’inizio di una nuova stagione urbana, molto più di quanto facciano pensare le stesse modifiche fisiche della città.
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Los profundos cambios registrados en algo menos de dos décadas en el sistema previsional argentino (privatización parcial, instauración de un régimen de capitalización individual en la década neoliberal, plan de inclusión previsional, reestatización del sistema, ley de movilidad jubilatoria y otros) han sido de una magnitud tal que es posible describirlos como un cambio completo de paradigma en términos de política pública en la materia. En el presente artículo nos limitaremos a realizar un abordaje del tema acotándonos a lo que entendemos han sido los principales aspectos en la trayectoria del sistema previsional argentino en los últimos veinte años.
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Com as transformações ocorridas nas últimas décadas do século XX, notadamente a expansão financeira pela qual passou o capitalismo, o enfraquecimento fiscal dos Estados nacionais e o questionamento aos sistemas de previdência pública por repartição, ganham importância em todo o mundo os fundos de pensão. Estes fundos, ao lado de outros investidores institucionais, como seguradoras e fundos de investimentos, passam a cumprir papel central no mercado acionário e também no mercado de títulos públicos e privados. Com o objetivo de realizar lucros para pagar benefícios de aposentadoria para os seus participantes, os fundos de pensão arrecadam e concentram poupança privada pulverizada, transformando-a em um ativo poderoso. No Brasil, as Entidades Fechadas de Previdência Complementar nomenclatura jurídica dos fundos de pensão possuem um total de 702 bilhões de reais em ativos, que se concentram nas três maiores entidades do país: Previ, Petros e Funcef. Em comum, estes três fundos têm o fato de serem patrocinados por empresas estatais, o que, pela legislação vigente, dá ao Poder Executivo a competência de indicar metade de seus dirigentes, incluindo o seu presidente que possui voto de desempate. O presente trabalho pesquisou o papel que estas três EFPCs cumprem enquanto instrumento de atuação do Estado no domínio econômico, especialmente para o provimento de fundos para o desenvolvimento. Para isso, primeiramente, o estudo explora o movimento de expansão financeira do capitalismo e a crise no padrão de desenvolvimento brasileiro. Depois, investiga de maneira sistemática o arcabouço jurídico que regula os fundos de pensão; e, por fim, analisa a alocação dos seus investimentos e o perfil dos seus dirigentes.
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This report reviews national and private initiatives to allow the elderly to continue their participation in the Finnish labour market and provides an analysis of the labour market and living conditions of seniors. We are interested in how those over 50 can be engaged in various forms of employment and lifelong learning. We find strong evidence that Finland generally provides good institutional conditions for active ageing. The quick and early ageing process was tackled by the fundamental pension reform that already prolonged retirement substantially and will probably facilitate later retirement as the attitudes concerning retirement change. On the other hand, Finland still seems to lag behind the other Nordic welfare states, has considerable problems in providing the same health conditions to low educated people in physically demanding occupations and could - – with respect to family pension in particular – invest further efforts in reforming the pension system. While many of the reforms Finland has conducted seem to be favourable and transferable to other European countries that still face the steepest phases of ageing in their societies, a reluctance towards changing attitudes that we observe in Finland, shows that organizing active ageing is a long-term project.
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The Party of Regions took power in early 2010, after Ukraine had been plunged deep in economic crisis. Over the next year, with the external markets recovering, the country’s economic situation started to improve gradually. Ukraine’s economic stabilisation was also strengthened by its resumed cooperation with the International Monetary Fund, which provided for a loan worth $15.1 billion. The issuing of successive tranches of the loan was made dependent on the implementation of a comprehensive reform programme. The cooperation went quite smoothly at first; however, as the economic situation in Ukraine improved, the reformist zeal of the Ukrainian government started to fade, and obstacles began piling up. As a result, Ukraine was refused the third tranche, scheduled for this March, and for the moment the credit line remains frozen. Even though the IMF has numerous reservations about the Ukrainian government’s economic policy, the fundamental condition for resuming cooperation is reform of the pension system, which the parliament should adopt. The difficulties with fulfilling the obligations made to the IMF reflect the wider problem with implementing reforms in Ukraine, as the Party of Regions promised after taking power. Changes which do not affect the interests of influential lobbies are quite easy to carry out. Often, however, these changes are not conducive to the economy’s liberalisation; moreover, the influential lobbies are successful in blocking reforms that could harm their businesses. Another impediment to the changes is that some reforms are likely to bring about painful social consequences, and that can affect public support for the ruling group. Even though theoretically possible, it does not seem likely that Ukraine’s cooperation with the IMF will be terminated. But even if this cooperation is continued, deeper reforms in Ukraine are likely to be postponed until after the parliamentary elections in autumn 2012.
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A magyar nyugdíjrendszerben 1998 óta egymás mellett működik a felosztó-kirovó és a kötelező tőkefedezeti pillér. Ezt a paradigmatikusnak tekintett reformot követően is több változtatás zajlott az elmúlt években, amelyek lényegében a nyugdíjparaméterek módosítására irányultak. Mára a nyugdíjreformról szóló diskurzus világszerte újra általánossá vált. A magyar nyugdíjviták középpontjában nem elsősorban az idősödő népesség növekvő aránya, hanem az alacsony foglalkoztatás és a csekély jogosultságszerzés áll. A hozzászólások ma már nem a felosztó-kirovó versus tőkefedezeti rendszer kérdéskörét érintik. A vitában újra és újra előkerül az öngondoskodás hangsúlyozása. A tanulmány egy felmérés adatain keresztül elemzi az öngondoskodás különböző formáinak elterjedtségét. A kérdőív tanulsága szerint a megkérdezettek jellemzően nem saját maguk hozták meg döntéseiket a vizsgált kérdésekben - a nyugdíjrendszerről és saját várható nyugdíjas élettartamukról korlátozott (és néha téves) ismeretekkel rendelkeznek. Az emberek öngondoskodásának túlhangsúlyozása a szerzők szerint meg nem engedhető optimizmus. /===/ Unfunded and mandatory funded pillars of the Hungarian pension system have been operating simultaneously since 1998. This reform, seen as paradigmatic, has undergone several changes in recent years, designed essentially to alter the pension parameters. Discourse on pension reform has become general again throughout the world. The pension debates in Hungary have focused less on the rising proportion of the elderly than on low employment and eligibility. Contributions to the debate these days are not about the question of an unfunded versus a funded system. The emphasis has repeatedly been on self-provision. The study analyses by means of survey data the extent of the various forms of self-provision. The survey shows that respondents have not typically made decisions of their own on the matter, for which they have limited (and sometimes false) information about the pension system and their life expectancy as pensioners. According to the authors, it is impermissibly optimistic to place excessive emphasis on people’s ability to provide for themselves.
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A közjavak közgazdaságilag optimális szintjének előállítása piaci körülmények között általában nehézségekbe ütközik. Napjainkban számos országban többféle közjószág áll rendelkezésre, a szakirodalomban pedig például a nyugdíjrendszer egyes elemeinek közjószágjellegével kapcsolatos felvetések is megjelentek már. Ezzel összefüggésben is érdekes a kérdés, milyen körülmények között fordulhat elő, hogy racionális egyéni döntéshozók egyénileg optimális döntéseikkel valamely közjószág optimális szintjét hozzák létre. Jelen tanulmány ezzel a kérdéssel foglalkozik. / === / It is difficult to produce the economically optimal level of public goods in a market environment. There are many different types of public goods, and today even some aspects of the pension system are considered as such. Still, it is an interesting question if individually optimal decisions made by rational individuals could lead to an optimal level of public goods. The paper attempts to analyze this question.