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Ad oggi le città europee si configurano come i principali centri di cultura, innovazione e sviluppo economico. Tuttavia, ospitando circa il 75% della popolazione e consumando quasi l’80% dell’energia prodotta, a causa delle significative emissioni di gas serra esse contribuiscono in modo rilevante ai cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, ne subiscono gli effetti più intensi. La Comunità Europea ha preso atto della necessità di intraprendere un’azione sinergica che adotti strategie di mitigazione climatica e preveda misure di adattamento per far fronte agli impatti climatici ormai inevitabili. L'orientamento dei Programmi europei di Ricerca e Innovazione sul tema delle città smart e clima-neutrali sposta l'attenzione dalla dimensione urbana verso la scala di distretto. In questa prospettiva, i Positive Energy Districts (PEDs) si configurano come distretti di nuova edificazione, ma anche come soluzioni ambiziose per la riqualificazione di quartieri esistenti che gestiscono in modo attivo il fabbisogno energetico con un bilancio nullo di emissioni e un surplus di energia prodotta da rinnovabili. La ricerca di dottorato focalizza l’indagine sul modello PEDs esplorandone il potenziale di applicabilità nel contesto urbano consolidato. Nello specifico, la tesi lavora allo sviluppo di due contributi di ricerca originali: il PED-Portfolio e il PED-Toolkit. Tali contributi propongono un approccio sistemico, attraverso il quale intraprendere un percorso di conoscenza e sperimentazione del modello PEDs in una prospettiva di riduzione del fabbisogno energetico, ma anche in un’ottica di migliore accessibilità, vivibilità e resilienza di questi distretti. Al fine di verificare l’applicabilità dei risultati della ricerca, gli strumenti sviluppati vengono testati su un’area pilota e gli esiti di tale sperimentazione sono poi messi a confronto con il quadro dello stato dell’arte e con le principali linee di ricerca internazionali sul tema PEDs, affinando gli esiti del progetto di dottorato in un processo di ricerca-sperimentazione-ricerca.

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Background: The frontline management of non-oncogene addicted non-small cell lung cancer (NSCLC) involves immunotherapy (ICI) alone or combined with chemotherapy (CT-ICI). As therapeutic options expand, refining NSCLC genotyping gains paramount importance. The dynamic landscape of KRAS-positive NSCLC presents a spectrum of treatment options, including ICI, targeted therapy, and combination strategies currently under investigation. Methods: The two-year RASLUNG project, featuring both retrospective and prospective cohorts, aimed to analyze the predictive and prognostic impact of KRAS mutations on tumor tissue and circulating DNA (ctDNA). Secondary objectives included assessing the roles of co-mutations and longitudinal changes in KRAS mutant copies concerning treatment response and survival outcomes. An external validation study confirmed the prognostic or predictive significance of co-mutations. Results: In the prospective cohort (n=24), patients with liver metastases exhibited significantly elevated ctDNA levels(p=0.01), while those with >3 metastatic sites showed increased Allele Frequency (AF) (P=0.002). Median overall survival (OS) was 7.5 months, progression-free survival (PFS) was 4.0 months, and the objective response rate (ORR) was 33.3%. Higher AF correlated with an increased risk of death (HR 1.04, p = 0.03), though not progression. Notably, a reduction in plasma DNA levels was significantly associated with objective response(p=0.01). In the retrospective cohort, KRAS and STK11 mutations co-occurred in 14/21 patients (p=0.053). STK11 mutations were independently detrimental to OS (HR 1.97, p=0.025) after adjusting for various factors. KRAS tissue AF did not correlate with OS or PFS. Within the validation dataset, STK11 mutations were significantly associated with an increased risk of death in univariate (HR 2.01, p<0.001) and multivariate models (HR 1.66, p=0.001) after adjustments. Conclusion: The RAS-Lung Project, employing innovative genotyping techniques, underscores the significance of comprehensive NSCLC genotyping. Tailored next-generation sequencing (NGS) and ctDNA monitoring may offer potential benefits in navigating the evolving landscape of KRAS-positive NSCLC treatment.