988 resultados para architectural knowledge


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Within the framework of heritage preservation, 3D scanning and modeling for heritage documentation has increased significantly in recent years, mainly due to the evolution of laser and image-based techniques, modeling software, powerful computers and virtual reality. 3D laser acquisition constitutes a real development opportunity for 3D modeling based previously on theoretical data. The representation of the object information rely on the knowledge of its historic and theoretical frame to reconstitute a posteriori its previous states. This project proposes an approach dealing with data extraction based on architectural knowledge and Laser statement informing measurements, the whole leading to 3D reconstruction. The experimented Khmer objects are exposed at Guimet museum in Paris. The purpose of this digital modeling meets the need of exploitable models for simulation projects, prototyping, exhibitions, promoting cultural tourism and particularly for archiving against any likely disaster and as an aided tool for the formulation of virtual museum concept.

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Descrizione, tema e obiettivi della ricerca La ricerca si propone lo studio delle possibili influenze che la teoria di Aldo Rossi ha avuto sulla pratica progettuale nella Penisola Iberica, intende quindi affrontare i caratteri fondamentali della teoria che sta alla base di un metodo progettuale ed in particolar modo porre l'attenzione alle nuove costruzioni quando queste si confrontano con le città storiche. Ha come oggetto principale lo studio dei documenti, saggi e scritti riguardanti il tema della costruzione all'interno delle città storiche. Dallo studio di testi selezionati di Aldo Rossi sulla città si vuole concentrare l'attenzione sull'influenza che tale teoria ha avuto nei progetti della Penisola Iberica, studiare come è stata recepita e trasmessa successivamente, attraverso gli scritti di autori spagnoli e come ha visto un suo concretizzarsi poi nei progetti di nuove costruzioni all'interno delle città storiche. Si intende restringere il campo su un periodo ed un luogo precisi, Spagna e Portogallo a partire dagli anni Settanta, tramite la lettura di un importante evento che ha ufficializzato il contatto dell'architetto italiano con la Penisola Iberica, quale il Seminario di Santiago de Compostela tenutosi nel 1976. Al Seminario parteciparono numerosi architetti che si confrontarono su di un progetto per la città di Santiago e furono invitati personaggi di fama internazionale a tenere lezioni introduttive sul tema di dibattito in merito al progetto e alla città storica. Il Seminario di Santiago si colloca in un periodo storico cruciale per la Penisola Iberica, nel 1974 cade il regime salazarista in Portogallo e nel 1975 cade il regime franchista in Spagna ed è quindi di rilevante importanza capire il legame tra l'architettura e la nuova situazione politica. Dallo studio degli interventi, dei progetti che furono prodotti durante il Seminario, della relazione tra questo evento ed il periodo storico in cui esso va contestualizzato, si intende giungere alla individuazione delle tracce della reale presenza di tale eredità. Presupposti metodologici. Percorso e strumenti di ricerca La ricerca può quindi essere articolata in distinte fasi corrispondenti per lo più ai capitoli in cui si articola la tesi: una prima fase con carattere prevalentemente storica, di ricerca del materiale per poter definire il contesto in cui si sviluppano poi le vicende oggetto della tesi; una seconda fase di impronta teorica, ossia di ricerca bibliografica del materiale e delle testimonianze che provvedono alla definizione della reale presenza di effetti scaturiti dai contatti tra Rossi e la Penisola Iberica, per andare a costruire una eredità ; una terza fase che entra nel merito della composizione attraverso lo studio e la verifica delle prime due parti, tramite l'analisi grafica applicata ad uno specifico esempio architettonico selezionato; una quarta fase dove il punto di vista viene ribaltato e si indaga l'influenza dei luoghi visitati e dei contatti intrattenuti con alcuni personaggi della Penisola Iberica sull'architettura di Rossi, ricercandone i riferimenti. La ricerca è stata condotta attraverso lo studio di alcuni eventi selezionati nel corso degli anni che si sono mostrati significativi per l'indagine, per la risonanza che hanno avuto sulla storia dell'architettura della Penisola. A questo scopo si sono utilizzati principalmente tre strumenti: lo studio dei documenti, le pubblicazioni e le riviste prodotte in Spagna, gli scritti di Aldo Rossi in merito, e la testimonianza diretta attraverso interviste di personaggi chiave. La ricerca ha prodotto un testo suddiviso per capitoli che rispetta l'organizzazione in fasi di lavoro. A seguito di determinate condizioni storiche e politiche, studiate nella ricerca a supporto della tesi espressa, nella Penisola Iberica si è verificato il diffondersi della necessità e del desiderio di guardare e prendere a riferimento l'architettura europea e in particolar modo quella italiana. Il periodo sul quale viene focalizzata l'attenzione ha inizio negli anni Sessanta, gli ultimi prima della caduta delle dittature, scenario dei primi viaggi di Aldo Rossi nella Penisola Iberica. Questi primi contatti pongono le basi per intense e significative relazioni future. Attraverso l'approfondimento e la studio dei materiali relativi all'oggetto della tesi, si è cercato di mettere in luce il contesto culturale, l'attenzione e l'interesse per l'apertura di un dibattito intorno all'architettura, non solo a livello nazionale, ma europeo. Ciò ha evidenziato il desiderio di innescare un meccanismo di discussione e scambio di idee, facendo leva sull'importanza dello sviluppo e ricerca di una base teorica comune che rende coerente i lavori prodotti nel panorama architettonico iberico, seppur ottenendo risultati che si differenziano gli uni dagli altri. E' emerso un forte interesse per il discorso teorico sull'architettura, trasmissibile e comunicabile, che diventa punto di partenza per un metodo progettuale. Ciò ha reso palese una condivisione di intenti e l'assunzione della teoria di Aldo Rossi, acquisita, diffusa e discussa, attraverso la pubblicazione dei suoi saggi, la conoscenza diretta con l'architetto e la sua architettura, conferenze, seminari, come base teorica su cui fondare il proprio sapere architettonico ed il processo metodologico progettuale da applicare di volta in volta negli interventi concreti. Si è giunti così alla definizione di determinati eventi che hanno permesso di entrare nel profondo della questione e di sondare la relazione tra Rossi e la Penisola Iberica, il materiale fornito dallo studio di tali episodi, quali il I SIAC, la diffusione della rivista "2C. Construccion de la Ciudad", la Coleccion Arquitectura y Critica di Gustavo Gili, hanno poi dato impulso per il reperimento di una rete di ulteriori riferimenti. E' stato possibile quindi individuare un gruppo di architetti spagnoli, che si identificano come allievi del maestro Rossi, impegnato per altro in quegli anni nella formazione di una Scuola e di un insegnamento, che non viene recepito tanto nelle forme, piuttosto nei contenuti. I punti su cui si fondano le connessioni tra l'analisi urbana e il progetto architettonico si centrano attorno due temi di base che riprendono la teoria esposta da Rossi nel saggio L'architettura della città : - relazione tra l'area-studio e la città nella sua globalità, - relazione tra la tipologia edificatoria e gli aspetti morfologici. La ricerca presentata ha visto nelle sue successive fasi di approfondimento, come si è detto, lo sviluppo parallelo di più tematiche. Nell'affrontare ciascuna fase è stato necessario, di volta in volta, operare una verifica delle tappe percorse precedentemente, per mantenere costante il filo del discorso col lavoro svolto e ritrovare, durante lo svolgimento stesso della ricerca, gli elementi di connessione tra i diversi episodi analizzati. Tale operazione ha messo in luce talvolta nodi della ricerca rimasti in sospeso che richiedevano un ulteriore approfondimento o talvolta solo una rivisitazione per renderne possibile un più proficuo collegamento con la rete di informazioni accumulate. La ricerca ha percorso strade diverse che corrono parallele, per quanto riguarda il periodo preso in analisi: - i testi sulla storia dell'architettura spagnola e la situazione contestuale agli anni Settanta - il materiale riguardante il I SIAC - le interviste ai partecipanti al I SIAC - le traduzioni di Gustavo Gili nella Coleccion Arquitectura y Critica - la rivista "2C. Construccion de la Ciudad" Esse hanno portato alla luce una notevole quantità di tematiche, attraverso le quali, queste strade vengono ad intrecciarsi e a coincidere, verificando l'una la veridicità dell'altra e rafforzandone il valore delle affermazioni. Esposizione sintetica dei principali contenuti esposti dalla ricerca Andiamo ora a vedere brevemente i contenuti dei singoli capitoli. Nel primo capitolo Anni Settanta. Periodo di transizione per la Penisola Iberica si è cercato di dare un contesto storico agli eventi studiati successivamente, andando ad evidenziare gli elementi chiave che permettono di rintracciare la presenza della predisposizione ad un cambiamento culturale. La fase di passaggio da una condizione di chiusura rispetto alle contaminazioni provenienti dall'esterno, che caratterizza Spagna e Portogallo negli anni Sessanta, lascia il posto ad un graduale abbandono della situazione di isolamento venutasi a creare intorno al Paese a causa del regime dittatoriale, fino a giungere all'apertura e all'interesse nei confronti degli apporti culturali esterni. E' in questo contesto che si gettano le basi per la realizzazione del I Seminario Internazionale di Architettura Contemporanea a Santiago de Compostela, del 1976, diretto da Aldo Rossi e organizzato da César Portela e Salvador Tarragó, di cui tratta il capitolo secondo. Questo è uno degli eventi rintracciati nella storia delle relazioni tra Rossi e la Penisola Iberica, attraverso il quale è stato possibile constatare la presenza di uno scambio culturale e l'importazione in Spagna delle teorie di Aldo Rossi. Organizzato all'indomani della caduta del franchismo, ne conserva una reminescenza formale. Il capitolo è organizzato in tre parti, la prima si occupa della ricostruzione dei momenti salienti del Seminario Proyecto y ciudad historica, dagli interventi di architetti di fama internazionale, quali lo stesso Aldo Rossi, Carlo Aymonino, James Stirling, Oswald Mathias Ungers e molti altri, che si confrontano sul tema delle città storiche, alle giornate seminariali dedicate all’elaborazione di un progetto per cinque aree individuate all’interno di Santiago de Compostela e quindi dell’applicazione alla pratica progettuale dell’inscindibile base teorica esposta. Segue la seconda parte dello stesso capitolo riguardante La selezione di interviste ai partecipanti al Seminario. Esso contiene la raccolta dei colloqui avuti con alcuni dei personaggi che presero parte al Seminario e attraverso le loro parole si è cercato di approfondire la materia, in particolar modo andando ad evidenziare l’ambiente culturale in cui nacque l’idea del Seminario, il ruolo avuto nella diffusione della teoria di Aldo Rossi in Spagna e la ripercussione che ebbe nella pratica costruttiva. Le diverse interviste, seppur rivolte a persone che oggi vivono in contesti distanti e che in seguito a questa esperienza collettiva hanno intrapreso strade diverse, hanno fatto emergere aspetti comuni, tale unanimità ha dato ancor più importanza al valore di testimonianza offerta. L’elemento che risulta più evidente è il lascito teorico, di molto prevalente rispetto a quello progettuale che si è andato mescolando di volta in volta con la tradizione e l’esperienza dei cosiddetti allievi di Aldo Rossi. Negli stessi anni comincia a farsi strada l’importanza del confronto e del dibattito circa i temi architettonici e nel capitolo La fortuna critica della teoria di Aldo Rossi nella Penisola Iberica è stato affrontato proprio questo rinnovato interesse per la teoria che in quegli anni si stava diffondendo. Si è portato avanti lo studio delle pubblicazioni di Gustavo Gili nella Coleccion Arquitectura y Critica che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, pubblica e traduce in lingua spagnola i più importanti saggi di architettura, tra i quali La arquitectura de la ciudad di Aldo Rossi, nel 1971, e Comlejidad y contradiccion en arquitectura di Robert Venturi nel 1972. Entrambi fondamentali per il modo di affrontare determinate tematiche di cui sempre più in quegli anni si stava interessando la cultura architettonica iberica, diventando così ¬ testi di riferimento anche nelle scuole. Le tracce dell’influenza di Rossi sulla Penisola Iberica si sono poi ricercate nella rivista “2C. Construccion de la Ciudad” individuata come strumento di espressione di una teoria condivisa. Con la nascita nel 1972 a Barcellona di questa rivista viene portato avanti l’impegno di promuovere la Tendenza, facendo riferimento all’opera e alle idee di Rossi ed altri architetti europei, mirando inoltre al recupero di un ruolo privilegiato dell’architettura catalana. A questo proposito sono emersi due fondamentali aspetti che hanno legittimato l’indagine e lo studio di questa fonte: - la diffusione della cultura architettonica, il controllo ideologico e di informazione operato dal lavoro compiuto dalla rivista; - la documentazione circa i criteri di scelta della redazione a proposito del materiale pubblicato. E’ infatti attraverso le pubblicazioni di “2C. Construccion de la Ciudad” che è stato possibile il ritrovamento delle notizie sulla mostra Arquitectura y razionalismo. Aldo Rossi + 21 arquitectos españoles, che accomuna in un’unica esposizione le opere del maestro e di ventuno giovani allievi che hanno recepito e condiviso la teoria espressa ne “L’architettura della città”. Tale mostra viene poi riproposta nella Sezione Internazionale di Architettura della XV Triennale di Milano, la quale dedica un Padiglione col titolo Barcelona, tres epocas tres propuestas. Dalla disamina dei progetti presentati è emerso un interessante caso di confronto tra le Viviendas para gitanos di César Portela e la Casa Bay di Borgo Ticino di Aldo Rossi, di cui si è occupato l’ultimo paragrafo di questo capitolo. Nel corso degli studi è poi emerso un interessante risvolto della ricerca che, capovolgendone l’oggetto stesso, ne ha approfondito gli aspetti cercando di scavare più in profondità nell’analisi della reciproca influenza tra la cultura iberica e Aldo Rossi, questa parte, sviscerata nell’ultimo capitolo, La Penisola Iberica nel “magazzino della memoria” di Aldo Rossi, ha preso il posto di quello che inizialmente doveva presentarsi come il risvolto progettuale della tesi. Era previsto infatti, al termine dello studio dell’influenza di Aldo Rossi sulla Penisola Iberica, un capitolo che concentrava l’attenzione sulla produzione progettuale. A seguito dell’emergere di un’influenza di carattere prettamente teorica, che ha sicuramente modificato la pratica dal punto di vista delle scelte architettoniche, senza però rendersi esplicita dal punto di vista formale, si è preferito, anche per la difficoltà di individuare un solo esempio rappresentativo di quanto espresso, sostituire quest’ultima parte con lo studio dell’altra faccia della medaglia, ossia l’importanza che a sua volta ha avuto la cultura iberica nella formazione della collezione dei riferimenti di Aldo Rossi. L’articolarsi della tesi in fasi distinte, strettamente connesse tra loro da un filo conduttore, ha reso necessari successivi aggiustamenti nel percorso intrapreso, dettati dall’emergere durante la ricerca di nuovi elementi di indagine. Si è pertanto resa esplicita la ricercata eredità di Aldo Rossi, configurandosi però prevalentemente come un’influenza teorica che ha preso le sfumature del contesto e dell’esperienza personale di chi se ne è fatto ricevente, diventandone così un continuatore attraverso il proprio percorso autonomo o collettivo intrapreso in seguito. Come suggerisce José Charters Monteiro, l’eredità di Rossi può essere letta attraverso tre aspetti su cui si basa la sua lezione: la biografia, la teoria dell’architettura, l’opera. In particolar modo per quanto riguarda la Penisola Iberica si può parlare dell’individuazione di un insegnamento riferito alla seconda categoria, i suoi libri di testo, le sue partecipazioni, le traduzioni. Questo è un lascito che rende possibile la continuazione di un dibattito in merito ai temi della teoria dell’architettura, della sue finalità e delle concrete applicazioni nelle opere, che ha permesso il verificarsi di una apertura mentale che mette in relazione l’architettura con altre discipline umanistiche e scientifiche, dalla politica, alla sociologia, comprendendo l’arte, le città la morfologia, la topografia, mediate e messe in relazione proprio attraverso l’architettura.

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Software architecture is a key factor to scale up Agile Software Development ASD in large softwareintensive systems. Currently, software architectures are more often approached through mechanisms that enable to incrementally design and evolve software architectures aka. agile architecting. Agile architecting should be a light-weight decision-making process, which could be achieved by providing knowledge to assist agile architects in reasoning about changes. This paper presents the novel solution of using change-impact knowledge as the main driver for agile architecting. The solution consists of a Change Impact Analysis technique and a set of models to assist agile architects in the change -decision-making- process by retrieving the change-impact architectural knowledge resulting from adding or changing features iteration after iteration. To validate our approach, we have put our solution into practice by running a project of a metering management system in electric power networks in an i-smart software factory.

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En un mundo cada vez más poblado y complejo, el flujo de datos se incrementa a pasos gigantescos y la tecnología avanza en la profundización de temas cada día más concretos y específicos. A la vez, se ha entrado de lleno en la era digital, proporcionando infinitud de posibilidades de conectar campos de la ciencia, de la comunicación y del arte, que antes eran disciplinas independientes. Añadir la capa sonora en el ámbito arquitectónico intenta darle un significado más amplio al hecho de proyectar espacios. El sonido provee conjuntos de información cognitiva, tanto relacionados con los procesos mentales del conocimiento, la percepción, el razonamiento, la memoria, la opinión, como con los sentimientos y emociones. Al percibir el espacio, no somos conscientes del complejo proceso en el que se implican diversos sentidos, siendo el sentido de la audición un importante protagonista. El sonido, aun siendo parte del entorno en el que está inmerso, también afecta a este contexto y forma parte de los datos que adquirimos al leer entornos espaciales. Esta tesis investiga las relaciones en el marco de digitalización actual e implica la introducción de parámetros y datos vivos. Al mismo tiempo, y desde un punto de vista perceptivo, pone énfasis en la manera que el sonido puede ser un factor esencial como generador y conformador de espacios y analiza las distintas acciones sonoras que inciden en el cuerpo humano. El interés de ‘Espacios Sónicos’ se centra en que puede significar un aporte a los conocimientos arquitectónicos formulados hasta ahora únicamente desde fundamentos espaciales estáticos. Si entendemos la materia no sólo como un sólido, sino, como un compuesto de partículas en vibración constante; la arquitectura, que es el arte de componer la materia que nos rodea, también debería ser entendida como la composición de cuerpos vibrantes o cuerpos pulsantes. ABSTRACT In a more populated and complex world, data flow increases by leaps and bounds, and technological progress extends every day into more concrete and specific topics. Today's world is dramatically changing our soundscape. People live in new sound environments, very differently from the ones they used to. From a biological point of view, our ever-changing society is suffering neural mutations due to the irreversible inclusion of the technological layer in our lives. We have fully entered the digital age, providing infinitude of possibilities for connecting fields of science, arts and communication, previously being independent disciplines. Adding the sound layer to the architectural field attempts to give further real meaning to the act of designing spaces. Sound provides arrays of cognitive information: Whether related to mental processes of knowledge, reasoning, memory, opinion, perception, or to affects and emotions. When perceiving space, we’re not aware of the complex process through which we read it involving various senses, being the sense of hearing one important protagonist. Sound, being itself part of the surroundings in which it is immersed, also affects such context, being part of the data we acquire when reading spatial environments. This research investigates the relationship involving the inclusion of real-time data and specific parameters into an experimental sound-scan frame. It also emphasizes how sound can be essential as generator and activator of spaces and analyzes sound actions affecting the body. 'Sonic spaces' focuses in what it means to contribute to architectural knowledge, which is so far formulated only from static space fundamentals. If the matter must be understood not only as solid, but also as a compound of particles in constant vibration, architecture - which is the art of composing the matter that surrounds us - should also be understood as the composition of vibrating and pulsating bodies.

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This paper aims to investigate the Business Administration professional profile specifically required to manage innovative and high technology-based companies. It is a qualitative study outlined by an exploratory-descriptive research, supported by questionnaires and interviews addressed to a sample of executives of technology-based companies, located in São Paulo metropolitan region, Brazil. Accordingly, modular innovation arises from the existence of an architectural knowledge improved in association with the conceptually destroyed knowledge's component, meaning that architectural innovation arises from an improvement in the knowledge of the parties allied to the architectural knowledge's destruction. Results show that managers see innovation as one essential pillar for competitiveness and commonly associate innovation with team expertise related with the structure for this purpose. However, to instill innovation as an organizational discipline, it is necessary to redesign organizational processes, namely those considered critical to innovate. The company must revise its management model aiming to emphasize innovative behavior, which means readiness to respond to external environment change's requirements. Moreover, once it is necessary to change the manager's mindset about innovation, higher education institutions also have to adapt their Business Administration courses according to both changes, essentially concerning a more dynamic and more diffuse business environment in comparison to their curricular contents. The institutional pragmatism generates professionals who reach the job market with a historical and non-managerial overview on innovation. Nevertheless, results highlight that attitude is more appreciated than knowledge, or business management skills, what makes managerial behavior a key element in the innovation process in technology-based firms.

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Intelligent Tutoring Systems (ITSs) are computerized systems for learning-by-doing. These systems provide students with immediate and customized feedback on learning tasks. An ITS typically consists of several modules that are connected to each other. This research focuses on the distribution of the ITS module that provides expert knowledge services. For the distribution of such an expert knowledge module we need to use an architectural style because this gives a standard interface, which increases the reusability and operability of the expert knowledge module. To provide expert knowledge modules in a distributed way we need to answer the research question: ‘How can we compare and evaluate REST, Web services and Plug-in architectural styles for the distribution of the expert knowledge module in an intelligent tutoring system?’. We present an assessment method for selecting an architectural style. Using the assessment method on three architectural styles, we selected the REST architectural style as the style that best supports the distribution of expert knowledge modules. With this assessment method we also analyzed the trade-offs that come with selecting REST. We present a prototype and architectural views based on REST to demonstrate that the assessment method correctly scores REST as an appropriate architectural style for the distribution of expert knowledge modules.

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The purpose of this work was to establish a taxonomy of hand made model construction as a platform for an approach to project an operative method in architecture. It was therefore studied and catalogued in a systematic approach a broad model production in the work of ARX. A wide range of families and sub-families of models were found, with different purposes according to each phase of development, from searching steps for a new possible configuration to detailed refined decisions. This working method revealed as most relevant characteristics, the grounds for a potential personal reflection and open discussion on project method, its flexibility on space modeling, an accuracy on the representation of real construction situations and its constant and stimulating opening to new suggestions. This research helped on a meta-reflection about this method, having been useful on creating a consciousness of processes that pretend to become an autonomous language, knowledge that might become useful to those who pretend to implement a haptic modus operandi in the work of an architectural project.

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Digital Economy is one of the crucial elements promoted by the Digital Britain Report June 2009 and its Implementation Plan August 2009 in order to maintain and further the UK’s position as one of the world’s leading digital knowledge economies. Therefore, the application of Digital Technologies is high in the agenda. As pervasive digital technologies become more widely available, it becomes increasingly important to understand the legal implications of digital assets produced via digital technologies in collaborative design communication. Architects and engineers depend on intellectual property law to protect their original works. Copyright protection is automatic once a tangible medium of expression in any form of an innovative material, conforming the Copyright Designs and Patents Act 1988, is created. Although copyright law provides automatic protection to all original architectural plans, the limitation is that it only protects the expression of ideas but not the ideas themselves. The purpose of this research is to explore how effective the UK’s copyright law regime is for protecting the rights and interests of architects and engineers in their works as digital assets. The UK’s copyright law is ripe for modernisation not only to protect the rights of designers but also to further UK’s position in digital economy.

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The construction industry with its nature of project delivery is very fragmented in terms of the various processes that encompass design, construction, facilities and assets management. Facilities managers are in the forefront of delivering sustainable assets management and hence further the venture for mitigation and adaptation to climate change. A questionnaire survey was conducted to establish perceptions, level of commitment and knowledge chasm in practising sustainable facilities management (FM). This has significant implications for sustainable design management, especially in a fragmented industry. The majority of questionnaire respondents indicated the importance of sustainability for their organization. Many of them stated that they reported on sustainability as part of their organization annual reporting with energy efficiency, recycling and waste reduction as the main concern for them. The overwhelming barrier for implementing sound, sustainable FM is the lack of consensual understanding and focus of individuals and organizations about sustainability. There is a knowledge chasm regarding practical information on delivering sustainable FM. Sustainability information asymmetry in design, construction and FM processes render any sustainable design as a sentiment and mere design aspiration. Skills and training provision, traditionally offered separately to designers and facilities managers, needs to be re-evaluated. Sustainability education and training should be developed to provide effective structures and processes to apply sustainability throughout the construction and FM industries coherently and as common practice.

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Aesthetic knowledge comes from practitioners understanding the look, feel, smell, taste and sound of things. It is vital to work in many organizational contexts. In this paper, we explore aesthetic knowledge and knowing in organizations through detailed observation of design work in the architectural practice Edward Cullinan Architects. Through our research, we explore aesthetic knowledge in the context of architectural work, we unpack what it is, how it is generated, and how it is applied in design projects, shared between practitioners and developed at the level of the organization. Our analysis suggests that aesthetic knowledge plays an important part in organizational practice, not only as the symbolic context for work, but as an integral part of the work that people do. It suggests that aesthetic reflexivity, which involves an opening up and questioning of what is known, is experienced as part of practice as well as a `time out' from practice.

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We use a detailed study of the knowledge work around visual representations to draw attention to the multidimensional nature of `objects'. Objects are variously described in the literatures as relatively stable or in flux; as abstract or concrete; and as used within or across practices. We clarify these dimensions, drawing on and extending the literature on boundary objects, and connecting it with work on epistemic and technical objects. In particular, we highlight the epistemic role of objects, using our observations of knowledge work on an architectural design project to show how, in this setting, visual representations are characterized by a `lack' or incompleteness that precipitates unfolding. The conceptual design of a building involves a wide range of technical, social and aesthetic forms of knowledge that need to be developed and aligned. We explore how visual representations are used, and how these are meaningful to different stakeholders, eliciting their distinct contributions. As the project evolves and the drawings change, new issues and needs for knowledge work arise. These objects have an `unfolding ontology' and are constantly in flux, rather than fully formed. We discuss the implications for wider understandings of objects in organizations and for how knowledge work is achieved in practice.

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Purpose-Unplanned changes in construction projects are common and lead to disruptive effects such as project delays, cost overruns and quality deviations. Rework due to unplanned changes can cost 10-15 per cent of contract value. By managing these changes more effectively, these disruptive effects can be minimised. Previous research has approached this problem from an information-processing view. In this knowledge age, the purpose of this paper is to argue that effective change management can be brought about by better understanding the significant role of knowledge during change situations. Design/methodology/approach - Within this knowledge-based context, the question of how construction project teams manage knowledge during unplanned change in the construction phase within collaborative team settings is investigated through a selected case study sample within the UK construction industry. Findings- Case study findings conclude that different forms of knowledge are created and shared between project team members during change events which is very much socially constructed and centred on tacit knowledge and experience of project personnel. Originality/value- Building on the case study findings the paper finally offers a model that represents the role of knowledge during managing project change.