317 resultados para Monumento


Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

La tesi di Dottorato, condotta in accordo di colutela tra l'Università di Roma Tor Vergata e l'UNIL di Losanna, ha affrontato l'analisi di un gruppo di undici disegni custodia presso la National Gallery of Scotland di Edimburgo, copie di alcuni dei più significativi mosaici medioevali delle chiese di Roma, ricostruendone la genesi, quindi le vicende legate alla committenza, e il percorso collezionistico. I disegni scozzesi, oggetto di un importante articolo di Julian Gardner pubblicato sul Burlington Magatine nel 1973, furono commissionati intorno agli anni Settanta del XVII secolo dall'antiquario romano Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698) in connessione alla stesura della sua opera di erudizione più avvertita e famosa: i Vetera Mommenta in' quibus praecipue Musiva Opera, sacrarum, profanan,mque, Aedìum structura, ac nonnulli antiqui ritus dissertationibus iconìbusque illustrantur. La composizione dei Vetera Mommenta - un'opera riccamente illustrata che nasce per rispondere alle esigenze della ideologia della Chiesa di Roma in un momento di rinnovata crisi del sistema - impone a Ciampini di porsi da un lato nella prospettiva della più alta tradizione antiquaria cinque e seicentesca, di cui recupera i metodi di lettura e di analisi applicati allo studio delle monete e dei monumenti antichi interpretati quali prove per la ricostruzione storica, e dall'altra, come è emerso dalle mie ricerche, lo pone immediatamente in contatto con gli avamposti del più moderno metodo di indagine storica e filologica applicato alle fonti e ai documenti della storia ecclesiastica, inaugurato dall'ambiente bollandista e inaurino. I monumenti paleocristiani e medioevali assumono in quest'ottica lo status di 'fatti incontestabili', le fonti primarie attraverso le quali Ciampini ricuce le tappe salienti della storia della Chiesa, da Costantino fino al XV secolo. Nel 1700 le copie di Edimburgo arrivano nelle mani del mercante e connoisseur milanese il padre oratoriano Sebastiano Resta (1635-1714), di stanza a Roma presso la Chiesa Nuova della Vallicella dal 1660, che decide di rilegarle tutte insieme in un volume da donare al suo maggiore acquirente e patrono, il vescovo di Arezzo Giovanni Matteo Marchetti. Come spiega Resta in alcune sue lettere, il presente avrebbe dovuto costituire insieme una curiosità ed offrire un confronto: infatti «le copie delli mosaici di Roma che erano di Monsignor Ciampini» - afferma Resta - avrebbero mostrato al Marchetti «le maniere di que' tempi gottici, barbari e divoti de cristiani e [fatto] spiccare i secoli seguenti». Questa indagine infatti ha fatto riemergere aspetti della precoce attenzione di Sebastiano Resta per l'arte dei "secoli bassi", mai debitamente affrontata dagli studi. E' infatti sulla scorta di una profonda conoscenza dei testi della letteratura artistica, e in connessione alla esplosione vivacissima della controversia Malvasia/Baldinucci sul primato del risorgere delle arti in Toscana, che Sebastiano a partire dagli anni Ottanta del Seicento comincia a meditare sul Medioevo artistico con il fine di spiegare l'evoluzione del linguaggio tecnico e formale che ha condotto alla perfezione dell'atte moderna. In questa prospettiva ι disegni del XIV e XV secolo che egli riuscì ad intercettare sul mercato valgono quali testimonianze delle maniere degli artefici più antichi e sono imbastiti nei molteplici album che Resta compone nel rispetto della successione cronologica dei presunti autori, e ordinati in base alle scuole pittoriche di pertinenza. La tesi permette perciò di descrivere nelle loro diverse specificità: da un lato il modo dei conoscitori come Resta, interessati nell'opera al dato stilistico, con immediate e sensibili ricadute sul mercato, e disposti anche con passione a ricercare i documenti relativi all'opera in quanto pressati dall'urgenza di collocarla nella sequenza cronologica dello sviluppo del linguaggio formale e tecnico; dall'altro gli antiquari come Ciampini e come Bianchini, per i quali le opere del passato valgono come prove irrefutabili della ricostruzione storica, e divengono quindi esse stesse, anche nel loro statuto di copia, documento della stona. Sono due approcci che si manifestano nel Seicento, e talvolta in una medesima persona, come mostra il caso anche per questo cruciale di Giovati Pietro Bellori, ma che hanno radici cinquecentesche, di cui i protagonisti di queste vicende sono ben consapevoli: e se dietro Resta c'è palesemente Vasari, dietro Ciampini e soprattutto Bianchini c'è la più alta tradizione antiquaria del XVI secolo, da Antonio Augustin a Fulvio Orsini.

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

Référence bibliographique : Weigert, 671

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

Treball de fi de grau d'Humanitats. Curs 2012-2013

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

José de San Martín vivió en esta casa ubicada en Boulogne-sur- Mer durante los últimos dos años de vida, entre 1848 y 1850. La"casa del exilio" sirvió para inaugurar el museo que conserva el primer"Liure d´Or" fechado el 5 de octubre de 1934. El Museo"Libertador General San Martín" cubre hoy este pasado histórico que ha gozado la localidad francesa, y forma parte del proyecto que ha unido a Francia con Argentina, y que ha garantizado la unión cultural, política y comercial.

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

José de San Martín vivió en esta casa ubicada en Boulogne-sur- Mer durante los últimos dos años de vida, entre 1848 y 1850. La"casa del exilio" sirvió para inaugurar el museo que conserva el primer"Liure d´Or" fechado el 5 de octubre de 1934. El Museo"Libertador General San Martín" cubre hoy este pasado histórico que ha gozado la localidad francesa, y forma parte del proyecto que ha unido a Francia con Argentina, y que ha garantizado la unión cultural, política y comercial.

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

José de San Martín vivió en esta casa ubicada en Boulogne-sur- Mer durante los últimos dos años de vida, entre 1848 y 1850. La"casa del exilio" sirvió para inaugurar el museo que conserva el primer"Liure d´Or" fechado el 5 de octubre de 1934. El Museo"Libertador General San Martín" cubre hoy este pasado histórico que ha gozado la localidad francesa, y forma parte del proyecto que ha unido a Francia con Argentina, y que ha garantizado la unión cultural, política y comercial.

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

UANL

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

Resumen tomado de la publicación

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

El Monumento al Gaucho de José Luis Zorrilla de San Martín, levantado en 1927 como homenaje al héroe anónimo de las luchas por la independencia, es la primera obra de este escultor en la que refleja su propia personalidad, su arte, despojándose de las influencias europeas. Supo caracterizar a ese jinete pastor de rebaños que se convirtió en soldado, que ya su padre describió y popularizó con genial maestría en La Epopeya de Artigas. La escultura del Gaucho es el inicio de un fecundo arte hispanoamericano, que tendrá en Zorrilla de San Martín uno de sus máximos representantes.

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

Acompañan fotografías ilustrativas del texto

Relevância:

20.00% 20.00%

Publicador:

Resumo:

Se aprueba la creación de un monumento al fundador de las Escuelas del Ave María, don Andrés Manjón en el cincuentenario de la fundación de sus Escuelas. Se constituye una Junta Nacional para coordinar las iniciativas públicas y privadas para la creación de dicho monumento y recaudar y administrar los fondos para la adjudicación del proyecto.