504 resultados para Filologia


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pp. 153-160

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Aquest treball té com a finalitat, d'una banda, col·laborar a determinar les mancances, tant de disseny com de contingut, que té actualment el web dels Estudis d'Humanitats i Filologia de la UOC i, de l'altra, fer una proposta d'un nou disseny, que inclogui la reestructuració dels continguts.

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Article sobre l'Institut de llengua i Cultura Catalanes (ILCC) que parla sobre el per què de la creació d'un centre de recerca en filologia catalana, sobre les característiques i recursos, l' activitat investigadora del centre, la tasca docent de l'ILCC, les activitats de tranferència i les publicacions de l' ILCC amb motiu dels 25 anys d' existència de l' ILCC

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Se analizan las referencias bibliográficas incluidas en un conjunto de obras de referencia y actas de congresos sobre filología española. A partir de este análisis, se determina el peso de diferentes tipologías documentalesmonografías, publicaciones periódicas y actas de congresos como canal de comunicación en esta disciplina. Asimismo se establecen los rankings de editoriales y revistas más citadas. A continuación, se realiza un estudio exhaustivo de citas a revistas, a partir del análisis de las referencias presentes en el núcleo de revistas más citadas establecido en la etapa anterior. Los resultados obtenidos muestran un uso considerable de formas de comunicación alternativas a los artículos en revistas académicas, como los libros o la prensa. Los rankings de títulos más citados obtenidos en las dos fases del estudio son similares entre sí, coinciden con los identificados en otros estudios previos e incluyen la mayoría de títulos vaciados en el Arts and Humanities Citation Index, lo que demuestra su validez.

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Se analizan las referencias bibliográficas incluidas en un conjunto de obras de referencia y actas de congresos sobre filología española. A partir de este análisis, se determina el peso de diferentes tipologías documentales-monografías, publicaciones periódicas y actas de congresos- como canal de comunicación en esta disciplina. Asimismo se establecen los rankings de editoriales y revistas más citadas. A continuación, se realiza un estudio exhaustivo de citas a revistas, a partir del análisis de las referencias presentes en el núcleo de revistas más citadas establecido en la etapa anterior. Los resultados obtenidos muestran un uso considerable de formas de comunicación alternativas a los artículos en revistas académicas, como los libros o la prensa. Los rankings de títulos más citados obtenidos en las dos fases del estudio son similares entre sí, coinciden con los identificados en otros estudios previos e incluyen la mayoría de títulos vaciados en el Arts and Humanities Citation Index, lo que demuestra su validez.

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Treball resultat d’un seguit de recerques paral·leles a l’estudi de l’obra filològica d’Antoni de Bastero, considerat avui el més important filòleg del segle XVIII, precursor dels estudis literaris i lingüístics moderns al nostre país

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Artikkeli perustuu Harry Lönnrothin uuden professorin luentoon 27.1.2011.

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Treball resultat d’un seguit de recerques paral·leles a l’estudi de l’obra filològica d’Antoni de Bastero, considerat avui el més important filòleg del segle XVIII, precursor dels estudis literaris i lingüístics moderns al nostre país

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Este artículo forma parte de la monografía 'Editar avui' (Editar hoy)

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Article sobre l'Institut de llengua i Cultura Catalanes (ILCC) que parla sobre el per què de la creació d'un centre de recerca en filologia catalana, sobre les característiques i recursos, l' activitat investigadora del centre, la tasca docent de l'ILCC, les activitats de tranferència i les publicacions de l' ILCC amb motiu dels 25 anys d' existència de l' ILCC

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Questa tesi di dottorato ha per suo oggetto la ricognizione degli elementi teorici, di linguaggio politico e di influenza concettuale che le scienze sociali tra Ottocento e Novecento hanno avuto nell’opera di Antonio Gramsci. La ricerca si articola in cinque capitoli, ciascuno dei quali intende ricostruire, da una parte, la ricezione gramsciana dei testi classici della sociologia e della scienza politica del suo tempo, dall’altra, far emergere quelle filiazioni concettuali che permettano di valutare la portata dell’influenza delle scienze sociali sugli scritti gramsciani. Il lungo processo di sedimentazione concettuale del lessico delle scienze sociali inizia in Gramsci già negli anni della formazione politica, sullo sfondo di una Torino positivista che esprime le punte più avanzate del “progetto grande borghese” per lo studio scientifico della società e per la sua “organizzazione disciplinata”; di questa tradizione culturale Gramsci incrocia a più riprese il percorso. La sua formazione più propriamente politica si svolge però all’interno del Partito socialista, ancora imbevuto del lessico positivista ed evoluzionista. Questi due grandi filoni culturali costituiscono il brodo di coltura, rifiutato politicamente ma al tempo stesso assunto concettualmente, per quelle suggestioni sociologiche che Gramsci metterà a frutto in modo più organico nei Quaderni. La ricerca e la fissazione di una specifica antropologia politica implicita al discorso gramsciano è il secondo stadio della ricerca, nella direzione di un’articolazione complessiva delle suggestioni sociologiche che i Quaderni assumono come elementi di analisi politica. L’analisi si sposta sulla storia intellettuale della Francia della Terza Repubblica, più precisamente sulla nascita del paradigma sociologico durkheimiano come espressione diretta delle necessità di integrazione sociale. Vengono così messe in risalto alcune assonanze lessicali e concettuali tra il discorso di Durkheim, di Sorel e quello di Gramsci. Con il terzo capitolo si entra più in profondità nella struttura concettuale che caratterizza il laboratorio dei Quaderni. Si ricostruisce la genesi di concetti come «blocco storico», «ideologia» ed «egemonia» per farne risaltare quelle componenti che rimandano direttamente alle funzioni di integrazione di un sistema sociale. La declinazione gramsciana di questo problema prende le forme di un discorso sull’«organicità» che rende più che mai esplicito il suo debito teorico nei confronti dell’orizzonte concettuale delle scienze sociali. Il nucleo di problemi connessi a questa trattazione fa anche emergere l’assunzione di un vero e proprio lessico sociologico, come per i concetti di «conformismo» e «coercizione», comunque molto distante dallo spazio semantico proprio del marxismo contemporaneo a Gramsci. Nel quarto capitolo si affronta un caso paradigmatico per quanto riguarda l’assunzione non solo del lessico e dei concetti delle scienze sociali, ma anche dei temi e delle modalità della ricerca sociale. Il quaderno 22 intitolato Americanismo e fordismo è il termine di paragone rispetto alla realtà che Gramsci si prefigge di indagare. Le consonanze delle analisi gramsciane con quelle weberiane dei saggi su Selezione e adattamento forniscono poi gli spunti necessari per valutare le novità emerse negli Stati Uniti con la razionalizzazione produttiva taylorista, specialmente in quella sua parte che riguarda la pervasività delle tecniche di controllo della vita extra-lavorativa degli operai. L’ultimo capitolo affronta direttamente la questione delle aporie che la ricezione della teoria sociologica di Weber e la scienza politica italiana rappresentata dagli elitisti Mosca, Pareto e Michels, sollevano per la riformulazione dei concetti politici gramsciani. L’orizzonte problematico in cui si inserisce questa ricerca è l’individuazione di una possibile “sociologia del politico” gramsciana che metta a tema quel rapporto, che è sempre stato di difficile composizione, tra marxismo e scienze sociali.