335 resultados para Aragonese dialect
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Chistabino is the variety of Aragonese, a Romance dialect descended from Latin, like Spanish, still spoken in the Valley of Gistau, bordering on France and formed by the River Cinqueta, in the central part of the Spanish Pyrenees (Province of Huesca). Although it is spoken mainly in the village of Gistaín (c. 240 inhabitants; c. 1400 m above sea-level, near latitude 42°35′), and is fairly well preserved by the older generations there, fluent speakers can still be found also in the nearby locality of San Juan. The other inhabited villages in the valley (Plan, Serveto, Sin and Saravillo) have suffered much greater degrees of erosion by Castilian (Standard Spanish), which has increased its influence through much improved communications, leading to the development of tourism in the area and emigration by the young in search of greater prosperity. The remaining village, Señes, has been uninhabited since 1970.
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How much Aragonese is still spoken remains largely an unknown quantity. Naturally, establishing the number of speakers of any variety begs the question of what speaking a language actually means, and the picture is often clouded by the political interests of particular groups, as is the case in Aragon. The strong claim to the continued widespread use of Aragonese made by such associations as the Consello d"a Fabla in Huesca is counterbalanced by that of the more reactionary, sceptical academics at the University of Saragossa, who maintain that Aragonese varieties, ignoring the Catalan of Aragon spoken right down La Franja, the transition area between Aragon and Catalonia, now only survive in certain pockets of resistance across the north of Huesca. This paper will attempt to provide a summary of the available facts and report on some of the author"s own findings during his more recent trips to Aragon. Keywords Spanish dialectology, Aragonese, standardization of Aragonese, vitality of Aragonese
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A part de l"ús del pretèrit perifràstic, format amb el verb ir + infinitiu (xistaví) o anar + infinitiu (català), els paral lelismes més interessants entre el xistaví i el català són de tipus lèxic. Tanmateix, sovint no resulta gens fàcil decidir si les formes compartides són préstecs directes o si constitueixen part d"un tresor comú. Determinades paraules com ara sep i boc, amb oclusiva final, i llesca, amb [ʎ] inicial, porten l"empremta d"identitat catalana, així com borde < bord, amb vocal de suport final en aragonès i en castellà, i cotón, sense l"article àrab aglutinat (però amb [n] final en aragonès). La forma mielsa és un catalanisme tan antic que presenta diftongació de la vocal radical en aragonès. A més a més, tancar, que és específic de l"Aragó oriental, sembla ser resultat de l"expansió del català a territoris dialectals veïns. En canvi, bachoca és tan generalitzat també es troba a Múrcia i València que no pot ésser considerat com el cas anterior. En aquest article intentem d"avaluar l"impacte del lèxic català en l"aragonès de Gistaín (xistaví).
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Aquest document conté la transcripció fonètica, la fonoortogràfica i l'arxiu de so d'un fragment de conversa lliure amb un informant de Tamarit de Llitera que forma part del Corpus Oral Dialectal (COD). El COD és un component del Corpus de Català Contemporani de la Universitat de Barcelona (CCCUB), un arxiu de corpus de llengua catalana oral contemporània que ha estat confegit pel grup de recerca Grup d'Estudi de la Variació (GEV) amb la finalitat de contribuir a l'estudi de la variació dialectal, social i funcional en la llengua catalana. Aquest i altres materials del CCCUB són accessibles directament al Dipòsit UB o a través del web del CCCUB (http://www.ub.edu/cccub).
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Aquest document conté la transcripció fonètica, la fonoortogràfica i l'arxiu de so d'un fragment de conversa lliure amb un informant de Tamarit de Llitera que forma part del Corpus Oral Dialectal (COD). El COD és un component del Corpus de Català Contemporani de la Universitat de Barcelona (CCCUB), un arxiu de corpus de llengua catalana oral contemporània que ha estat confegit pel grup de recerca Grup d'Estudi de la Variació (GEV) amb la finalitat de contribuir a l'estudi de la variació dialectal, social i funcional en la llengua catalana. Aquest i altres materials del CCCUB són accessibles directament al Dipòsit UB o a través del web del CCCUB (http://www.ub.edu/cccub).
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西日本にある関西弁はたくさん色々な形で標準語と異なる。関西弁は1970年代の後に、全国で人気を得た。この社会言語学の研究の目的は現在の関西弁に対する感情を調査することである。これは関西弁の話し手ではなくて日本語の母語話者に配ったアンケートで調査された。質的また量的な分析である。結果は一般的に関西弁に好意的であったが、人気がある理由もいろいろあり、それらをさぐるために歴史的なそして文化的な見方を通して議論する。
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Recentemente molti studi in ambiente marino sono stati focalizzati sui possibili impatti dovuti alle variazioni del pH degli oceani, causato dall’aumento delle immissioni di CO2 nell’atmosfera. Tra i possibili effetti nocivi, l’acidificazione oceanica può indurre cambiamenti nelle abbondanze e nelle distribuzioni delle engeneer species, con conseguenti ripercussioni sulla fauna associata. Esempio tipico di engeneer species sono le macroalghe che sono capaci di creare, lungo le coste rocciose, habitat diversi a seconda della specie che riesce ad attecchire. Tra le specie animali che dominano in questi habitat troviamo i copepodi Arpacticoidi, piccoli crostacei che svolgono un ruolo chiave all’interno delle reti trofiche. Per questi motivi lo scopo di questo lavoro è valutare possibili effetti dell’acidificazione sulle taxocenosi a copepodi Arpacticoidi associate alle macroalghe. Lo studio è stato svolto ad Ischia, nella zona nei pressi del Castello Aragonese, dove vi sono dei vents di origine vulcanica che emettono CO2 e formano un gradiente naturale di acidificazione lungo un’area di circa 300m, suddivisibile in 3 stazioni a differenti valori medi di pH. L’analisi delle taxocenosi è stata svolta a livello di generi e famiglie di Arpacticoidi, in termini di abbondanze e di struttura di comunità, su differenti specie algali raccolte lungo il gradiente di acidificazione. Mentre non si notano differenze significative per le famiglie, la struttura di comunità analizzata a livello di generi di copepodi Arpacticoidi mostra una suddivisione in due comunità ben distinte, delle quali una appartenente alla stazione acidificata e un'altra alle stazioni di controllo e moderatamente acidificata. Tale suddivisione si conferma anche prendendo in considerazione la diversa complessità strutturale delle alghe. Per quanto riguarda le abbondanze, sia a livello di famiglie che di generi, queste mostrano generalmente valori più elevati nella stazione moderatamente acidificata e valori più bassi nella stazione più acidificata. C’è però da considerare che se non si tiene conto della complessità algale queste differenze sono significative per le famiglie Ectinosomatidae, Thalestridae e per il genere Dactylopusia, mentre, se si tiene conto della complessità algale, vi sono differenze significative per la famiglia Miraciidae e per i generi Amonardia e Dactylopusia. In definitiva questo studio sembrerebbe evidenziare che le taxocenosi a copepodi Arpacticoidi siano influenzate sia dalla differente complessità algale, che dall’acidificazione oceanica. Inoltre mostra che, in prospettiva di studi futuri, potrebbe essere necessario focalizzarsi su specie algali ben definite e su un'analisi tassonomica dei copepodi Arpacticoidi approfondita fino al livello di specie.
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Tra i vari impatti causati dall’aumento costante di CO2 nell’atmosfera troviamo l’acidificazione oceanica. Le conseguenze di questo processo non sono interamente conosciute. Per questo è importante conoscere la risposta all’acidificazione degli organismi marini e degli ecosistemi. Lo scopo di questo lavoro è valutare le conseguenze dell’acidificazione su comunità meiofaunali epifite. Sono stati quindi condotti campionamenti in situ, in una zona acidificata in conseguenza della presenza di vents idrotermali presenti nell’isola di Ischia (Italia). La zona di studio indagata è stata suddivisa in due siti, differenti per esposizione al moto ondoso. All’interno di ciascuna esposizione sono stati individuate tre stazioni, differenti per il grado di acidificazione. Sono stati prelevati campioni di alghe lungo il gradiente di acidificazione con associata la meiofauna e sono stati considerati come substrato secondario. Le alghe sono state analizzate attraverso descrittori della loro complessità mentre gli organismi sono stati contati e classificati a livello di grandi taxa. I descrittori sintetici di ricchezza tassonomica e di abbondanza non presentano valori di correlazione alti con i descrittori di complessità algale. Invece, i risultati ottenuti considerando l’intera comunità mostrano una relazione significativa fra la struttura delle comunità meiofaunali e l’acidificazione e anche con la diversa esposizione al moto ondoso. Infine dalle analisi condotte mediante regressione multipla fra tutti i descrittori algali e la struttura di comunità si nota come i primi non giustificano da soli le variazioni dei popolamenti meiobentonici. In definitiva questi risultati sembrerebbero dimostrare che la struttura delle comunità meiofaunali venga influenzata sia dalla acidificazione che dall’esposizione al moto ondoso oltre che dalla struttura dell’habitat. È tuttavia difficile definire se le variazioni nella struttura di comunità sono dovute ad una azione parallela e sinergica dei fattori considerati (esposizione e gradiente) o se si tratta di un effetto a cascata dove l’acidità influenza le comunità algali che a loro volta strutturano le comunità bentoniche associate. In prospettiva di studi futuri sarebbe quindi interessante condurre uno studio simile prendendo in considerazione le possibili relazioni specie-specifiche intercorrenti tra la struttura delle comunità meiofaunali e le differenti specie algali.