925 resultados para Pompeya, Italia, Basilica pontificia del santicimo Rosario
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Este trabajo tiene como objetivos, en primer lugar, comprobar si los cuatro patrones interrogativos descritos para el castellano peninsular en pruebas de percepción se encuentran en el habla espontánea de los hablantes nativos de español peninsular meridional de Andalucía, Extremadura, Murcia, Castilla-La Mancha y Canarias; en segundo, saber si existen rasgos melódicos específicos de cada zona, y, finalmente, identificar los significados semántico-pragmáticos de cada patrón. Para llevar a cabo la investigación nos hemos basado en 186 preguntas absolutas, emitidas en un contexto de habla espontánea y siguiendo la metodología Análisis Melódico del Habla (AMH). Tras el análisis acústico, los resultados obtenidos han permitido: a) constatar la existencia de los cuatro patrones en las cinco zonas dialectales; b) determinar que, desde el punto de vista de la entonación lingüística, no parece que haya rasgos melódicos que distingan unas zonas de otras, sino una distinta representatividad de los patrones en cada una; y c) describir los significados sociopragmáticos apuntados por Escandell (1998, 2002), que nos permiten discriminar el patrón que se usa en cada contexto.
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Desde mediados de los años ochenta del siglo pasado los países del sur del Mediterráneo, como España, Italia, Grecia y Portugal, comenzaron a recibir importantes flujos migratorios procedentes del sur y este europeo. Ello determinó la necesidad de disponer de nuevas legislaciones para regular la entrada y la residencia en el territorio, el acceso al mercado de trabajo y la integración de miles de personas procedentes del resto del mundo.
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La tesi descrive il fenomeno di ricezione del mito faustiano all'interno della tradizione letteraria italiana di Otto e Novecento (1808-1945) nel suo sviluppo diacronico, individuando i nodi processuali emergenti ritenuti sistematici accanto alle tipologie predominanti della risposta testuale e alle più proficue rifunzionalizzazioni letterarie. La storia del mito di Faust è stata considerata aristotelicamente nella sua natura complessa ed evolutiva di fabula rinarrata, e di volta in volta risemantizzata in nuovi sistemi di valori, estetici e ideologici. Ma soprattutto in nuovi sistemi testuali. Scopo primario è stato infatti quello di comprendere come il mito di Faust sia entrato dentro alla cultura letteraria italiana e come abbia agito al suo interno, interferendo con essa. Naturalmente lo scambio e gli sviluppi hanno investito in modo reciproco e la tradizione accogliente e il mito stesso, producendo un allargamento esegetico delle sue possibilità semantiche: è infatti emersa una storia testuale che tematizza nel tempo il medesimo mito lungo assi interpretative anche estremamente divergenti. La ricerca ha portato alla scoperta di una ricca testualità rimossa dal canone della storia della letteratura italiana, anche se spesso prevalgono i testi-documento sui testi esteticamente più validi e significativi in sé; si tratta di una testualità talmente quantitativamente ricca da invitare ad un ripensamento qualitativo del fenomeno generale. Il mito di Faust, per due secoli percepito dalla critica dominante come distante ed estraneo alla cultura letteraria italiana, è invece riuscito ad entrare nella tradizione letteraria italiana, anche se attraverso modalità molto controverse: in linea di massima è potuto passare dal canone statico al canone dinamico laddove ha saputo influenzare e stimolare nuove vie significative di sviluppo formale. Il confronto della cultura letteraria italiana con il mito di Faust è stato in effetti caratterizzato subito da un doppio movimento discratico di rifiuto e dialogo. Il principale fattore di rifiuto è stato di carattere culturale: la difficoltà ad accettare un equilibrio fatto non di antitesi risolte in una sintesi ma di polarità aperte, irrisolte, in perpetuo bilanciamento, anche a livello formale reso in una tragedia franta in scene apparentemente autonome, divisa in due parti così diverse e chiusa da un lieto fine, mal si confaceva ai diffusi canoni classicisti di equilibrio formale, nonché alle esigenze romantiche di poesia moralmente chiara nel suo messaggio. Da qui le diffuse accuse di scarsa chiarezza e ambiguità morale, che andavano direttamente ad incontrarsi e sommarsi con i pregiudizi più propriamente teologico- religiosi di estraneità a quel mito nato come saga luterana dichiaratamente anti-papale. La condanna di carattere moralistico-cattolico risulta nei fatti propria più di certa cultura che non del largo pubblico che invece nel corso dell'Ottocento dimostra di gradire le versioni per musica e balletto di argomento faustiano, per quanto semplificata ed edulcorate rispetto alla leggenda originaria così come rispetto alla tragedia goethiana. Rispetto a tutti questi elementi di resistenza e rifiuto l'opera Mefistofele di Boito si presenta come snodo di opposizione consapevole e riferimento duraturo d'interrogazione critica. La principale linea di avvicinamento invece tra la cultura letteraria italiana e il mito di Faust resta quella del parallelo, già ideato dagli stessi intellettuali tedeschi d'inizio Ottocento, con l'opera ritenuta massima nel nuovo canone nazionale italiano da fine Settecento ad oggi: la Divina Commedia. Tanta critica, almeno fino alla metà del XX secolo, si rifà più o meno esplicitamente a questo parallelo pregiudiziale e testualmente piuttosto infondato ma molto produttivo, come si è attestato, a livello creativo. Questa ricostruzione ha voluto nel suo complesso dimostrare sul campo il valore di questo macrotesto faustiano come una delle vie maestre della dialettica tra tradizione e modernità, ancor più significativa nell'ambito di una cultura letteraria come quella italiana che, dopo l'estinguersi della sua centralità in epoca rinascimentale, si è rivelata particolarmente resistente al dialogo con le altre letterature fino al pieno Novecento.
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La finalidad de este dossier temático que se publica en el Boletín Americanista es dar a conocer algunos de los trabajos más relevantes sobre la historia de la empresa y de los empresarios en la Argentina tomando como corte temporal los siglos XIX y XX y, en concreto, la manera en que las empresas y los empresarios del país o radicados en él adecuaron sus prácticas al contexto de transformaciones económicas sufridas por el Cono Sur latinoamericano durante su integración al mercado internacional. Los inmigrantes, las redes sociales y las estrategias económicas son las claves de análisis abordadas en cada uno de los trabajos, los cuales tienen como finalidad mostrar la diversidad regional y temporal de las distintas experiencias empresariales argentinas estudiadas. Se incluyen los trabajos de: A. Reguera, 'Por el testamento habla la red. Estancias, bienes y vínculos en la trama empresarial de Juan Manuel de Rosas (Argentina, siglo XIX)'; L. Méndez, 'El león de la cordillera'. Primo Capraro y el desempeño empresario en la región del Nahuel Huapi, 1902-1932'; A. Mateu y H.Ocaña, 'Una mirada empresarial a la historia de la vitivinicultura mendocina (1881-1936)'; V. Palavecino, 'Comerciantes-empresarios en el medio rural argentino a comienzos del siglo XX. El estudio de caso de los Hnos. Vulcano y su Casa de Comercio 'El Progreso''; S. Fernández, 'Crecimiento urbano y desarrollo local. Empresas y municipio en el negocio de la energía eléctrica en Argentina (1888-1947): el caso de la ciudad de Rosario'; M. Rougier, 'Expansión y crisis de una empresa industrial argentina. Historia de la Fábrica de Vidrios y Opalinas Hurlingham, 1948-1994'. Dossier citado por: Evelyne Sanchez (2007), Las élites empresariales y la independencia económica de México. Estevan de Antuñano o las vicisitudes del fundador de la industria textil moderna (1792-1847). México, Plaza y Valdés, Fundación Miguel Alemán, BUAP.
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Fame and truth in Spanish XVth century epic. !e political vergilianism and the castilian tradition of the XVth century. The starting premise of this essay is that the Spanish Golden Age epic must be read from a historical perspective that takes into account the Hispanic literary tradition ofthe XVth century. In particular, it argues that epic should be approached from a theoretical perspective that explores its relationship with history in order to illuminate the diferences between Italian and Spanish epic theory and practice in the XVth century. The relationship between the discourses of epic and history can be explained through the imitation of the Vergilian model, specifically the Aeneid´s ideological representation of empire. However, it is also necessary to consider theoretical aspects in the light of the diferent uses of classical literature by Italian humanists and Castilian writers of the XV th century. Thus, its primary thesis is that although XVI th century Spanish epic shares the general principles of the Western Epic tradition, it should be approached from a specifically perspective Hispanic, in the light of the «political vergilianism» already enshrined in authors like Enrique de Villena and Juan de Mena, which is essential to appreciate how epic genre serves as memory for the present
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Una de las publicaciones catalanas más desconocidas ha sido la Revista Comercial Ibero-Americana Mercurio de Barcelona, fundada en la ciudad condal en diciembre de 1901, y gestora del impulso americanista catalán hasta la actualidad. En su seno se conformó un importante grupo de americanistas catalanes que el 11 de abril de 1911 inauguraron la Casa de América de Barcelona. Esta entidad catalana tuvo un gran desarrollo hasta la Guerra Civil española. En todos esos años se dedicó a generar e impulsar diversos proyectos internacionales vinculados estrechamente a los países latinoamericanos. Pero es importante señalar que dicha entidad fue un interesante desprendimiento de la original Revista Comercial Ibero-Americana Mercurio de Barcelona, la cual llegó a su fin en el año 1938, en plena Guerra Civil española, y en virtud del exilio que hicieron sus miembros más importantes a la República Argentina: Francesc Cambó Batlle, Rafael Vehils Grau-Bolívar y Andrés Bausili. Precisamente en esos años también visitó la República Argentina el intelectual Adolfo Posada (en origen llamado Adolfo González Posada), quien en el año 1912 dio a conocer en España su importante libro titulado La República Argentina, y que él elaboró durante la primera visita que hizo al país dos años antes, en 1910. En sus estudios sobre Argentina, sumó los informes que presentó a la revista Mercurio de Barcelona entre 1904 y 1925, momento en que hizo referencia al 'Paseo por la ciudad de Rosario' analizado en este artículo.
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En el año 1946 el químico Ernesto Mezey publicó en Buenos Aires su obra titulada "El Quebracho Colorado y su extracto tánico", con la intención de reconstruir las investigaciones llevadas adelante por un gran número de científicos y empresarios vinculados a la fabricación de tanino. El análisis historiográfico que hizo Mezey permite reconstruir sus reflexiones en torno al futuro de la exportación del quebracho después de la Segunda Guerra Mundial, y en especial la competencia internacional de dos de las empresas más reconocidas: "La Forestal" británica establecida en la República Argentina, así como la española "S. A. Carlos Casado Limitada, Compañía de Tierras" fundada en el Paraguay. El artículo analiza la orientación otorgada por Mezey al extracto tánico durante las conferencias que ofreció en Madrid y en Barcelona en el año 1953 ante los miembros de la Asociación Química Española de la Industria del Cuero, así como el sentido de la revista "Tecnología del Cuero" fundada por él en Buenos Aires en 1960 en calidad de presidente de la Asociación Argentina de los Químicos y Técnicos de la Industria del Cuero.
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En febrero de 1813 la edificación del Convento de San Carlos Borromeo de San Lorenzo resguardó al cuerpo de granaderos al mando del coronel José de San Martín en su lucha contra el ejército español. Pero también fue el escenario en el que se produjo, en abril de 1819, el conocido "Armisticio de San Lorenzo" que se firmó entre representantes de las provincias de Buenos Aires, Santa Fe y Entre Ríos para acordar el cese de la hostilidad.
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La investigación-intervención psicosocial requiere reflexionar sobre su alcance respecto a la transformación de la realidad. Establecer un diálogo con diferentes propuestas permite valorar las posibilidades y límites de la intervención realizada. En este trabajo, se describen el contexto sociocultural donde se interviene y las actividades realizadas con niños y jóvenes en situación de desigualdad social de la costa del Noroeste del Brasil. Los resultados obtenidos se discuten desde una perspectiva social crítica que propone un uso del tiempo de ocio como tiempo para la transformación en pro del comportamiento autocondicionado y la apropiación del tiempo; todo ello, sin desatender a la formación para la reflexión crítica respecto al sí mismo de la persona. Desde esta perspectiva, se sugiere incorporar, a partir de las posibilidades de la apropiación y el uso autocondicionado del tiempo, nuevos objetivos y actividades en futuros proyectos de investigación-intervención
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En los cincuenta años que van de 1879 a 1930, el gobierno paraguayo incentivó la ocupación del Chaco Boreal con la intención de convertirlo en Chaco Paraguayo. El mecanismo fue productivo y quedó en manos de empresas, en su mayoría establecidas en Argentina. Desde la ciudad de Rosario, el español Carlos Casado del Alisal adquirió tierras chaqueñas consideradas en la década de 1880 como "paraguayas". Este artículo procura mostrar el significado de la entrada de Carlos Casado en el Chaco paraguayo, y sus efectos en el periodo de entreguerras. El objetivo es rastrear el derecho frente al hecho de la ocupación territorial chaqueña, así como el rol de la justicia en la delimitación territorial de la familia Casado.
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En este artículo se analiza uno de los casos más conocidos y recordados de la historia contemporánea de la ciudad de Rosario de la República Argentina: la reacción de la sociedad civil ante la terrible crisis económica producida en el país en el año 1989, que condujo a la caída del gobierno democrático del radical Raúl Alfonsín, es decir, la primera presidencia democrática que había sido recuperada después de la última dictadura militar de los años 1976 a 1983. El trabajo recupera los dibujos que llevaron adelante los niños y niñas de 8 o 9 años, los cuales participaron en el saqueo de supermercados durante los últimos días del mes de mayo de 1989.
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La fusión del conocimiento, la interrelación de disciplinas y, en definitiva, la interacción de saberes proporcionan nuevos retos para una sociedad que se autodenomina global. El valor contemporáneo del paisaje, vinculado a una manifiesta mercantilización de la cultura, la construcción comercial de identidades, el triunfo de la inautenticidad, de la representación inducida o la economía del simbolismo, abren amplias expectativas en el estudio del valor simbólico del paisaje. El acercamiento que experimenta la praxis geográfica al estudio del intangible espacial, vinculado al descubrimiento de las geografías emocionales, además del creciente interés que dispensan las ciencias de la comunicación al discurso territorial, permite, mediante una propuesta de fusión de los saberes geográfico y comunicativo, plantearse abiertamente el estudio comunicativo del paisaje. La cuadratura de las variables geografía, paisaje, emoción y comunicación posibilita el avance hacia el análisis de la emocionalización del espacio para así entrever su valor intangible, que emerge a partir de la aplicación de variadas técnicas de comunicación.
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Of the many dimensions of the problem of violence exercised by men toward women in the context of the relations of partner or ex partner, this article deals with the analysis of the discursive productions of the institutional actors that are part of the judicial process. Our intention is to investigate the relationship between criminal law and gender-based violence starting from the implementation of the Law of Integral Gender-based Violence in Spain (LO. 1 / 2004) from a theoretical perspective which includes contributions from social psychology, and socio-legal feminism. We have approached the legal instrument - the Law of Integral Gender-based Violence - through the discourse of legal officers with a perspective that questions the values, so often proclaimed, of universality, objectivity and neutrality of the law
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The psychometric properties of the Personal Wellbeing Index are analyzed on a Spanish and Portuguese adolescent sample. We test the reliability of the scale using Cronbach’s alpha. And complementarily we analyze the item-total correlations in the different wellbeing domains included. We execute an exploratory factor analysis (principal components) and a multigroup Confirmatory Factor Analysis (CFA). The results show that Cronbach’s alpha is 0.79 for the Chilean version and in the Brazilian version is 0.78 confirming adequate levels of reliability found in previous studies. Correlations between fields of well-being shows values ranging between 0.224 and 0.496 for Chile and from 0.24 to 0.46 for Brazil. The results are similar to those obtained in other countries. The monofactorial structure of the scale is cinfirmed, also the adjustment to the scale structure to the data of the two samples and the comparability of means of global indices. The results suggest the existence of other well-being domains that had not been considered in the original proposal of the scale
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0-meridiaani: Ferro. - Koordinaattiasteikko: E44°-49°, N62°[20']-59°[58°50'].