867 resultados para Behavioral-adjustment
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Calcium/phospholipid-dependent protein kinase (protein kinase C, PKC) has been suggested to play a role in the sensitivity of gamma-aminobutyrate type A (GABAA) receptors to ethanol. We tested a line of null mutant mice that lacks the gamma isoform of PKC (PKC gamma) to determine the role of this brain-specific isoenzyme in ethanol sensitivity. We found that the mutation reduced the amount of PKC gamma immunoreactivity in cerebellum to undetectable levels without altering the levels of the alpha, beta I, or beta II isoforms of PKC. The mutant mice display reduced sensitivity to the effects of ethanol on loss of righting reflex and hypothermia but show normal responses to flunitrazepam or pentobarbital. Likewise, GABAA receptor function of isolated brain membranes showed that the mutation abolished the action of ethanol but did not alter actions of flunitrazepam or pentobarbital. These studies show the unique interactions of ethanol with GABAA receptors and suggest protein kinase isoenzymes as possible determinants of genetic differences in response to ethanol.
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INTRODUZIONE: L’integrazione mente-corpo applicata ad un ambito patologico predominante in questi tempi, come il cancro, è il nucleo di questa tesi. Il background teorico entro cui è inserita, è quello della Psiconeuroendocrinoimmunologia (Bottaccioli, 1995) e Psico-Oncologia. Sono state identificate, nella letteratura scientifica, le connessioni tra stati psicologici (mente) e condizioni fisiologiche (corpo). Le variabili emerse come potenzialmente protettive in pazienti che si trovano ad affrontare il cancro sono: il supporto sociale, l’immagine corporea, il coping e la Qualità della Vita, insieme all’indice fisiologico Heart Rate Variability (HRV; Shaffer & Venner, 2013). Il potenziale meccanismo della connessione tra queste variabili potrebbe essere spiegato dall’azione del Nervo Vago, come esposto nella Teoria Polivagale di Stephen Porges (2007; 2009). OBIETTIVI: Gli obiettivi principali di questo studio sono: 1. Valutare l’adattamento psicologico alla patologia in termini di supporto sociale percepito, immagine corporea, coping prevalente e qualità della vita in donne con cancro ovarico; 2. Valutare i valori di base HRV in queste donne; 3. Osservare se livelli più elevati di HRV sono associati ad un migliore adattamento psicologico alla patologia; 4. Osservare se una peggiore percezione dell’immagine corporea e l’utilizzo di strategie di coping disadattive sono associate ad una Qualità della Vita più scarsa. METODO: 38 donne affette da cancro ovarico, al momento della valutazione libere da patologia, sono state reclutate presso la clinica oncologica del reparto di Ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Italia. Ad ogni partecipante è stato chiesto di compilare una batteria di test composta da: MSPSS, per la valutazione del supporto sociale percepito; DAS-59, per la valutazione dell’immagine corporea; MAC, per la valutazione delle strategie di coping prevalenti utilizzate verso il cancro; EORTC-QLQ30, per la valutazione della Qualità della Vita. Per ogni partecipante è stato registrato HRV di base utilizzando lo strumento emWave (HeartMath). RISULTATI PRINCIPALI: Rispondendo agli obiettivi 1 e 2, in queste donne si è rilevato una alto tasso di supporto sociale percepito, in particolare ricevuto dalla persona di riferimento. L’area rivelatasi più critica nel supporto sociale è quella degli amici. Per quanto riguarda l’immagine corporea, la porzione di campione dai 30 ai 61 anni, ha delle preoccupazioni globali legate all’immagine corporea paragonabili ai dati provenienti dalla popolazione generale con preoccupazioni riguardo l’aspetto corporeo. Invece, nella porzione di campione dai 61 anni in su, il pattern di disagio verso l’aspetto fisico sembra decisamente peggiorare. Inoltre, in questo campione, si è rilevato un disagio globale verso l’immagine corporea significativamente più alto rispetto ai valori normativi presenti in letteratura riferiti a donne con cancro al seno con o senza mastectomia (rispettivamente t(94)= -4.78; p<0.000001; t(110)= -6.81;p<0.000001). La strategia di coping più utilizzata da queste donne è lo spirito combattivo, seguito dal fatalismo. Questo campione riporta, inoltre, una Qualità della Vita complessivamente soddisfacente, con un buon livello di funzionamento sociale. L’area di funzionalità più critica risulta essere il funzionamento emotivo. Considerando i sintomi prevalenti, i più riferiti sono affaticamento, disturbi del sonno e dolore. Per definire, invece, il pattern HRV, sono stati confrontati i dati del campione con quelli presenti in letteratura, riguardanti donne con cancro ovarico. Il campione valutato in questo studio, ha un HRV SDNN (Me=28.2ms) significativamente più alto dell’altro gruppo. Tuttavia, confrontando il valore medio di questo campione con i dati normativi sulla popolazione sana (Me=50ms), i nostri valori risultano drasticamente più bassi. In ultimo, donne che hanno ricevuto diagnosi di cancro ovarico in età fertile, sembrano avere maggiore HRV, migliore funzionamento emotivo e minore sintomatologia rispetto alle donne che hanno ricevuto diagnosi non in età fertile. Focalizzando l’attenzione sulla ricerca di relazioni significative tra le variabili in esame (obiettivo 3 e 4) sono state trovate numerose correlazioni significative tra: l’età e HRV, supporto percepito , Qualità della Vita; Qualità della Vita e immagine corporea, supporto sociale, strategie di coping; strategie di coping e immagine corporea, supporto sociale; immagine corporea e supporto sociale; HRV e supporto sociale, Qualità della Vita. Per verificare la possibile connessione causale tra le variabili considerate, sono state applicate regressioni lineari semplici e multiple per verificare la bontà del modello teorico. Si è rilevato che HRV è significativamente positivamente influenzata dal supporto percepito dalla figura di riferimento, dal funzionamento di ruolo, dall’immagine corporea totale. Invece risulta negativamente influenzata dal supporto percepito dagli amici e dall’uso di strategie di coping evitanti . La qualità della vita è positivamente influenzata da: l’immagine corporea globale e l’utilizzo del fatalismo come strategia di coping prevalente. Il funzionamento emotivo è influenzato dal supporto percepito dalla figura di riferimento e dal fatalismo. DISCUSSIONI E CONCLUSIONI: Il campione Italiano valutato, sembra essere a metà strada nell’adattamento dello stato psicologico e dell’equilibrio neurovegetativo al cancro. Sicuramente queste donne vivono una vita accettabile, in quanto sopravvissute al cancro, ma sembra anche che portino con sé preoccupazioni e difficoltà, in particolare legate all’accettazione della loro condizione di sopravvissute. Infatti, il migliore adattamento si riscontra nelle donne che hanno avuto peggiori condizioni in partenza: stadio del cancro avanzato, più giovani, con diagnosi ricevuta in età fertile. Pertanto, è possibile suggerire che queste condizioni critiche forzino queste donne ad affrontare apertamente il cancro e la loro situazione di sopravvissute al cancro, portandole ad “andare avanti” piuttosto che “tornare indietro”. Facendo riferimento alle connessioni tra variabili psicologiche e fisiologiche in queste donne, si è evidenziato che HRV è influenzata dalla presenza di figure significative ma, in particolare, è presumibile che sia influenzata da un’appropriata condivisione emotiva con queste figure. Si è anche evidenziato che poter continuare ad essere efficaci nel proprio contesto personale si riflette in un maggiore HRV, probabilmente in quanto permette di preservare il senso di sé, riducendo in questo modo lo stress derivante dall’esperienza cancro. Pertanto, HRV in queste donne risulta associato con un migliore adattamento psicologico. Inoltre, si è evidenziato che in queste donne la Qualità della Vita è profondamente influenzata dalla percezione dell’immagine corporea. Si tratta di un aspetto innovativo che è stato rilevato in questo campione e che, invece, nei precedenti studi non è stato indagato. In ultimo, la strategia di coping fatalismo sembra essere protettiva e sembra facilitare il processo di accettazione del cancro. Si spera sinceramente che le ricerche future possano superare i limiti del presente studio, come la scarsa numerosità e l’uso di strumenti di valutazione che, per alcuni aspetti come la scala Evitamento nel MAC, non centrano totalmente il target di indagine. Le traiettorie future di questo studio sono: aumentare il numero di osservazioni, reclutando donne in diversi centri specialistici in diverse zone d’Italia; utilizzare strumenti più specifici per valutare i costrutti in esame; valutare se un intervento di supporto centrato sul miglioramento di HRV (come HRV Biofeedback) può avere una ricaduta positiva sull’adattamento emotivo e la Qualità della Vita.
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The aim of this thesis was to validate the use of infrared thermography (IRT) to non-invasively measure emotional reactions to different situations in pet dogs (Canis familiaris). A preliminary test, aimed to evaluate the correlation between eye-temperature and rectal temperature in dog, was performed. Then, in three different situations, negative (veterinary visit), positive (palatable food rewards), and mildly stressing followed by mildly positive (separation from and reunion with the owner), variations in heat emitted from lacrimal caruncle (referred to as eye temperature) were measured with an infrared thermographic camera. In addition, heart rate and heart rate variability parameters were collected using a non-invasive heart rate monitor designed for human use and validated on dogs. All experiments were video recorded to allow behavioral coding. During the negative situation dogs’ level of activity and stress related behaviors varied across compared to the baseline and dogs showed an increase in eye temperature despite having a significant decrease in the level of activity. The positive situation was characterized by a peak in eye temperature and mean HR and dogs engaged in behaviors indicating a positive arousal, focusing on food treats and tail wagging but there were not variations in HRV during stimulation but only an increment in SDNN immediately after the stimulus. In the separation from and reunion with the owner dogs’ eye temperature and mean HR did not vary neither in the stressful nor in the positive situations, RMSSD increased after the positive episode, SDNN dropped during the two stimulations and it increased after the stimulations. During the separation from the owner dogs were mainly directed to the door or to the experimenter while during the reunion with the owner dogs were focused mainly on the owner and on the environment, exhibiting safe base effect. A different approach was used to assess the welfare of shelter dogs. Dogs were implanted with a telemeter and after implantation dogs were housed in sequence in four different situations lasting 1 week: alone, alone with toys and a stretch cot for sleeping, with an unknown, spayed, female, and alone with a daily 2-hours interaction with an experimenter. Two different approaches were tried: partially random extracted fragments from every week, behaviors from 8 a.m. to 4 p.m. were continuous during baseline and the female situation. Results showed different reactions by dogs to the different situations and interestingly not all enrichments were enjoyed by the dogs improving their welfare. Overall results suggest that IRT may represent a useful tool to investigate emotional reactions in dogs. Nevertheless, further research is needed to establish the specificity and sensivity of IRT in this context and to assess how different dogs’ characteristics, breed, previous experience and the valence and arousal elicited by the stimulus could influence the magnitude and type of the response. The role of HRV in understanding emotional valence and the one of telemeters in understanding long-term effects on sheltered dogs’ welfare is also discussed.
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Partnering with families, school personnel, and community resources is an important step to supporting the child and family, especially when children might suffer from debilitating anxiety concerns. However, little research examines the impact of anxiety on math performance for young children participating in school-based interventions enhanced by family components. The following research questions were addressed in the study: 1a) Will a young child with elevated levels of anxiety show a decrease in anxiety symptoms with a Cognitive Behavioral framework intervention program for children? 1b) Will anxiety be reduced with the addition of a Conjoint Behavioral Consultation with the family and teacher? 2a) Will a young child show an increase in math performance after participation in a Cognitive Behavioral framework intervention program for children? 2b) Will math performance be increased with the addition of a Conjoint Behavioral Consultation with the family and teacher? A single-subject staggered baseline across situations intervention study addressed whether the Coping Cat, an evidenced-based child-focused intervention now widely used in schools and clinics to treat childhood anxiety, combined with family and school consultation will decrease elevated anxiety levels and improve math performance in an elementary-aged student. The objective was to support mental health development and math performance with an eight-year-old, female elementary student through a collaborative effort of stakeholders in the student's life. Baseline data was collected with repeated measures of anxiety and math performance, and was compared to two intervention phases: first, a child-focused intervention and second, a family and school consultation. The study tested the theory that the Cognitive Behavioral intervention and Conjoint Behavioral Consultation intervention will influence, positively, the anxiety levels and math performance for an elementary-aged student. Results indicate that the child participant with elevated levels of anxiety showed a reduction in symptoms with the introduction of a Cognitive Behavioral framework intervention when compared to her baseline data. The participant showed further reduction in symptoms across the school and home settings with the implementation of Conjoint Behavioral Consultation when compared to baseline and the first intervention phase. Math performance began to increase with the introduction of the Cognitive Behavioral intervention, and continued to improve with the implementation of the Conjoint Behavioral Consultation. Findings suggest that consultation should begin immediately when an intervention is implemented in order to enhance outcomes.
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This paper provides a rationale on why and how to utilize assessment tools effectively within the behavioral framework through idiographic assessment. Empirical assessment instruments can provide guidance to the behaviorist that may prove useful in the idiographic formation of a behaviorally-based treatment plan. The paper will focus on two of the major traditional instrument tools, the Minnesota Multiphasic Personality Inventory and the Rorschach inkblot test.
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The relative popularity of acceptance and commitment therapy (ACT) has grown in recent years, and inspired the development of contemporary acceptance-based treatment approaches. Acceptance-based therapies differ from traditional cognitive- behavior therapy (CBT) on pragmatic grounds, the import of which implicates the purpose of therapy. CBT utilizes exposure and cognitive change techniques primarily in service of symptom change outcomes; whereas, ACT utilizes exposure and acceptance for purposes of promoting psychological flexibility in the pursuit of personal values. The purpose of this meta-analytic study was to determine the relative efficacy of acceptance- based versus symptom-change behavioral approaches with anxiety disorders and to quantify this impact. A comprehensive literature search turned up 18 studies that met inclusion criteria for this analysis. An effect size was calculated using the standardized mean gain procedure for both the acceptance-based and symptom-change approaches, along with the waitlist control groups. The results demonstrate a large effect size for the acceptance-based approach (Weighted mean ES = .83) and a medium effect size for symptom-change approach (Weighted mean ES = .60). The waitlist control groups demonstrated a small effect size (Weighted mean ES = .24). Based on this review, it is suggested that graduate and internship programs in Clinical Psychology should promote evidence-based training in the use of acceptance-inspired behavioral therapies.
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For over a decade, the U.S. military has been engaged in two distinct, yet equally deadly conflicts: Operation Iraqi Freedom (OIF) and Operation Enduring Freedom (OEF). There are many physical and psychological effects of war necessitating the activation and interventions of a myriad of behavioral health professionals. The purpose of the paper was to understand how and if contemporary military culture may work to support or hinder application of an Acceptance and Commitment Therapy (ACT) approach to issues of psychological health among Soldiers. While the empirical research on efficacy with Soldiers is limited, a review of military culture revealed the promotion of rigid rule following, although effective in combat, influences the emotional control agenda and stigma while in garrison. However, empirical research demonstrating the clinical benefits and flexibility of ACT is rapidly emerging with civilian and Veteran populations. Suggested as a prevention technique utilized early in Soldier's training to increase psychological flexibility, ACT appears to demonstrate much promise in ameliorating the psychological consequences of war.
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Specifically, this paper will address the following topics : 1. The history of psychoanalytic thinking onnarcissism will be discussed, leading up to more recent ideas on the narcissistic personality disorder. 2. Drawing on historical and current ideas, an integrated definition of the narcissistic personality disorder will be presented and elaborated upon, including an examination of differing male/female narcissistic compensatory styles. 3. To foster an understanding of the development of narcissistic defenses and of differing gender styles of defense, various theories relating to gender differences in the narcissistic personality disorder will be explored: self/object relations theories, Kohut's theory on narcissism, psychosexual development theories, behavioral manifestation theories, and bodily development theories.4. The role of preoedipal development, as it relates to the formation of the male/female narcissistic personality disorder, will be examined. This section of the paper will propose that, in the narcissistic personality disorder, a pathological arrest occurred during the second or third year of life in response to trauma experienced at that time. The degree and timing of the trauma and the degree of structuralization preceding the trauma all contribute to the rigidity of the narcissistic disorder and the severity of the pathology. 5. The role of oedipal development in the male/female narcissistic personality disorder will be discussed. This discussion will address the intrapsychic configurations which arise during the oedipal period, after narcissistic defenses have solidified during the preoedipal years. While narcissism can be seen as a developmental line, with narcissistic defenses arising at any time during development, this paper will focus primarily on defenses which arise during the separation/individuation phases of development.