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Abramo Pesaro

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[Verf.[[Elektronische Ressource]] : Donato Ottolenghi]

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Abramo Pesaro

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L'architettura al servicio della comunità cristiana

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L’obiettivo del presente elaborato è esplorare un ulteriore possibile impiego delle competenze dell’interprete di conferenza in un ambito ancora poco conosciuto ai più: la produzione di audiolibri e l’attività, a sfondo sociale, dei donatori di voce. Partendo da una panoramica generale sull’oralità e la valenza della voce in termini metafisico-antropologici, seguita dall’iniziazione del lettore al mondo degli audiolibri per non vedenti e ipovedenti e all’attività del Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre (oggetto del secondo capitolo), nel terzo capitolo il lavoro si concentra sul valore del gesto vocale nella comunicazione orale e, in modo specifico, per l’interprete di conferenza, riflessione che assume particolare interesse alla luce del percorso di studi di chi scrive. Quindi, si giunge, nel quarto capitolo, all’affermazione dell’importanza della pedagogia vocale e dei suoi strumenti regolatori del gesto vocale in relazione agli obiettivi espressivo-comunicativi di un “interprete”, sia esso attore, cantante, speaker radiofonico, audiodescrittore, donatore di voce o interprete interlinguistico e interculturale. Nel quinto capitolo il gesto vocale è descritto in una prospettiva anatomo-fisiologica, con un’analisi dei vari sistemi che costituiscono l’apparato pneumofonoarticolatorio preposto all’atto della fonazione. Infine, l’elaborato si chiude con i punti di vista di un’ex donatrice di voce, della professoressa di Tecniche di Presentazione Orale della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione di Forlì, e di un utente non vedente di audiolibri, raccolti dalla loro viva voce attraverso delle interviste che hanno l’obiettivo di dare un riscontro reale a quanto affermato teoricamente nel corso della disamina.

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"Essendosi il presente ordinamente estratto dalla Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione per maggior commodo et utilità si è fatto restare il numero delle pagini com'esiste nella Raccolta suddetta",i.e. pp.[115]-428.

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The Jewish community in Shanghai was among the first to settle in the Treaty Ports which were opened after the Opium war. Jewish population grew until the rendition of the foreign settlements to the Chinese authorities, and its history broadly consists of three periods.The first Jews came to Shanghai in the XIX century were sephardits from Iraq and India. Among those emigrated to Shanghai following the expansion of the British commerce in China were such famous families as Sassoons, Hardoons and Kadoories.The second wave arrived with the White Russians exodus after the October Revolution; they were askanzits Jews who fled from pogroms and the Russian civil war. The third wave were Jews fleeing from central Europe in the 1930s. This group was the largest of the three.The first settlers saw Shanghai as a port of opportunities, while the others came there seeking refuge.The interwar Shanghai could offer protection and a temporary place of residence for Jewish people. In the 1920s and 1930s Jews coming to Shanghai were helped by local Jewish associations, which supported them in the search for accommodations and jobs. This net of associations was effective until WWII. The war, however, made them face increasing number of contraints. In this constrained situation we should remember that the Japanese authorities, occupying the International Settlement, imposed a ban for new Jewish arrivals to settle in the Hongkou district; while the French authorities under the Vichy government imposed a complete ban on Jewish residents in their concession. Finally, the Jewish immigration to Shanghai had stopped completely in 1942, because there were no more ways to get there.Japanese authorities, however, were not interested in applying the racial laws as their priority lay in the conquest of China. And although the Jews were in an enemy's territory, they were not persecuted. In fact, when the war was over they left Shanghai directly to the United States and Israel.

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Il progetto preliminare realizzato nella tesi, prevede la rifunzionalizzazione dell' edifico ex Caserma dei Carabinieri, in una Comunita' Alloggio per anziani. L'intervento è incentrato sul recupero architettonico, sull'adeguamento igienico-sanitario e al dimensionamento degli spazi della nuova attivita' attraverso l'uso delle normative vigenti. Particolare attenzione è stata data al progetto funzionale nella fase di metaprogettazione.

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La ricerca di dottorato affronta lo studio della cultura materiale dell’abitato dell’età del Bronzo di Mursia (isola di Pantelleria) attraverso l’analisi della produzione ceramica. In particolare, sono analizzati gli aspetti che permettono di ampliare l’inquadramento culturale del sito, sia nella sua articolazione interna che nei rapporti con le coeve comunità del Mediterraneo centrale nella prima metà del II millennio a.C. La ricerca inizia con l’illustrazione delle recenti prospettive di studio della Preistoria del Mediterraneo, un tema al centro di un intenso dibattito incentrato sul riconoscimento delle identità culturali e sul ruolo delle reciproche interazioni, con particolare attenzione all’età del Bronzo. Al complesso archeologico di Mursia viene riconosciuto un carattere di eccezionalità per la spettacolare conservazione dei resti archeologici dell’abitato e della necropoli monumentale, oggetto di indagine negli ultimi decenni da parte dell’Università di Bologna e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Le ricerche hanno consentito di mettere in luce ampie porzioni dell’abitato e di poter esaminare con elevato dettaglio la cultura materiale in rapporto alle modalità insediative diversificate nello spazio e nel tempo. L’approfondimento della ricerca del dottorato verte sullo studio dei manufatti ceramici come strumento privilegiato per definire l’identità culturale della comunità di Mursia, attraverso gli aspetti della produzione artigianale, le abitudini di preparazione e consumo dei cibi e il significato funzionale o simbolico/estetico di alcune categorie vascolari. Rispetto a precedenti presentazioni del contesto di Mursia, la ricerca di dottorato ha enfatizzato, all’interno dell’abbondante produzione ceramica, la presenza di alcune classi con decorazioni incise e impresse che per quantità e caratteri di originalità divengono un elemento aggiuntivo nella definizione della facies di Mursia. Le stesse ceramiche incise e impresse presentano elementi di affinità con una serie di produzioni vascolari coeve nell’area del Mediterraneo centrale, consentendo di affrontare il tema delle interazioni tra diversi contesti insulari