1000 resultados para CULTURA FISICA


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Pós-graduação em Ciências da Motricidade - IBRC

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Pós-graduação em Agronomia (Energia na Agricultura) - FCA

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The Physical education has as objective the students integration in the body movement culture, forming citizens to reframe different cultural aspects of the physical activity, enabling a more critical look. Currently selecting how the body movement culture has been widely approached by Mass Media it is detected a new pedagogical possibility. The several media equipment massively bomb (images, sounds and information) interfering on how the students interpret the reality, since they are exposed to these multiple information and at the same time are absent of a more critical look about what they receive. In this way, the objective of this work was to perform a research in the news/articles from the Jornal A Folha de São Paulo, that allows the development of classes based on the elements of body movement culture and apply them in a public school from Rio Claro-SP city, to detect possibilities and difficulties in the work with the media in the school environment. It employed a qualitative research. The data obtained in this study indicate that the media shows up as a good teaching tool for teaching physical education classes, since students found the classes to enriching the learning process, highlighting topics such as innovation and the closeness they had with the worked information. However, it is necessary to develop further studies to raise other possibilities as well as alternatives to deal with this new reality of the school context

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Environrnental issues are in focus lately, mainly due to climate change that have been registered in recent decades. Some of these changes are attributed to the increased atmospheric concentration of greenhouse gases induce, main1y due to anthropogenic emissions. These gases act by absorbing heat in the form of electromagnetic radiation emitted by the planet, and after a time interval, reissuing such radiation in various directions, including back to the surface, causing overheating of the same. Projections indicate that climate change wiIl tend to increase even more. Because of this, in recent years a number of studies are being conducted on the dynamics of inducers of greenhouse gases, especially C02, because that is primarily responsible for the development of that phenomenon. To better understand the flow of C02 are studied specific areas, as regions bordering the forests, soils that are under preparation for agriculture, urban areas, among others. Forests are an important sink for C02, because during the process of photosynthesis, this molecule is captured and used to obtain glucose. Thus, studies of the regions bordering the forests contribute enough to the understanding of the dynamics of C02. Because it requires a large amount of factors, the concentration of CO2 in a given location is very variable and this makes it much more difficult to understand their dynamics and, consequently, the action of the enhanced greenhouse effect. Being a relatively new area of study, there are many controversies about the consequences of the greenhouse effect, so that the community does not believe that climate change resulting from human action. According to them, such changes are merely natural phenomena and periodicals

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O presente trabalho visa, em meio à crise de identidade que se instaura na Educação Física desde décadas – do seu início oficial em 1851 com a Reforma Couto Ferraz até os dias de hoje onde se fala em Cultura Corporal (de Movimento) – , enquanto área do conhecimento, explorar seu contexto e constituição históricosocial, perpassar por suas principais abordagens, principalmente no que tange à Educação Física Escolar e promover o entendimento da origem da perspectiva cultural, tal qual tem sido veiculada nos principais documentos oficiais que definem a constituição da área e sua práxis. Nesse sentido, aborda-se o contexto higienista/eugenista, onde se buscava uma educação do físico que o prevenisse de doenças e o purifcasse, com profundas influências militares; o contexto nacionalista, na intenção do aperfeiçoamento físico e aprimoramento das funções orgânicas, atrelado às questões de ordem moral e cívica; escolanovista, que proporcionou uma visão não só embasada biologicamente, mas se atentou à fatores psicológicos da criança; o contexto da ditadura militar, fortemente associado ao Esporte e a visibilidade internacional que ele acarretava ao país, inclusive, remetendo à Educação Física ao binômio Educação Física/Esporte; e o contexto que, a partir de década de 80, vem tentando instaurar uma Educação Física mais humana, sem deixar de lado questões relativas à saúde. É a partir dessa última década que o tema será aprofundado, apresentando-se alguns conceitos de “cultura” trazidos e utilizados pelas ciências sociais para, posteriormente, explanar como a Educação Física se apropria de tais conceitos para justificar-se enquanto conteúdo curricular obrigatório, no contexto escolar. Abordar-se-á as principais correntes com seus respectivos autores, referentes à década de 80: desenvolvimentista, por Go Tani; da cultura infantil, com possível aproximação ao construtivismo, por...

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Trata das relações entre Educação Física, cultura e sociedade, valendo-se do conceito de cultura corporal de movimento. Considera as mídias como importe elemento dinamizador da cultura contemporânea, e aponta a necessidade de atualização da Educação Física diante dos fenômenos culturais.

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Attualmente Usme, caratterizzata come visto da un territorio principalmente a bassa densità, è ancora fortemente relazionata con la campagna perché costituita dall’insieme di aree agricole, o di quelli che una volta erano spazi coltivati più prossimi alla città compatta. Questo tipo di paesaggio rurale che caratterizza Usme è caratterizzato come già visto da un tessuto sfrangiato e discretizzato e rappresenta la porzione di territorio dove la città esercita l’impatto ambientale più intenso dovuto sia alla sua immediata vicinanza al contesto urbano che al carattere di scarsa identità che sembra esprimere. Qualunque intervento architettonico in un territorio di margine come quello di Usme dovrebbe confrontarsi con un sistema di relazioni a grande scala, che si rapporti con la geografia stessa del luoghi e con un orientamento e una misurazione visiva e fisica del territorio stesso. Allo stesso modo è necessario che il progetto comprenda anche il suolo stesso delle grande aree attualmente lasciate libere, ovvero che il progetto architettonico si integri con il progetto paesaggistico creando in questo modo nuove relazioni e nuove geometrie nell’assetto territoriale. In questo senso il progetto può dialogare con il territorio e mettere in relazione differenti situazioni morfologiche, sfruttandone le potenzialità. L’obiettivo è quindi quello di non costruire semplici volumi appoggiati sulla terra ma quello di modificare la terra stessa, entrando in relazione con essa in modo profondo. Il progetto così inteso è concepito, e prima ancora letto, secondo strati, i quali possono contaminarsi o possono semplicemente sovrapporsi. L’area di progetto, come già detto, è essenzialmente all’interno di un vuoto presente tra le due parti di città. Il nuovo edificio si conforma come un segno netto nel territorio, un viadotto, un tronco d’albero caduto che protegge il parco dalla città, un elemento primordiale che da una parte si incunea nel terreno e dall’altra si affaccia sulla valle. Vuole essere il segno di un naturale artificio, proponendosi al tempo stesso come simbolo e funzione. Il museo emerge dalla terra, ma sembra anche immergersi in essa. L’architettura del museo crea un nuovo paesaggio morfologicamente radicato al suolo, attraverso uno spazio parzialmente ipogeo che integra il museo all’interno della montagna attraverso la copertura continua con la topografia esistente, sottolineando il profilo della collina.

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A partire da un paradigma ecologico ad indirizzo critico, seguendo il filone degli studi femministi, le finalità della ricerca sono state: smascherare le forme di oppressione di genere nei contesti educativi (finalità trasformativa) e produrre un sapere utile alla pratica (finalità emancipativa). Data la complessità del contesto educativo scolastico e dell’argomento stesso che interseca vari domini di sapere, è stato adottato un approccio metodologico di metodo misto (mixed method) per poter dapprima costruire una configurazione del fenomeno oggetto d’interesse attraverso strumenti quantitativi e poi approfondirlo attraverso l’impiego di tecniche qualitative. Gli strumenti utilizzati sono stati: il questionario, l’intervista strutturata, le osservazioni, le biografie professionali, i focus-group. In sintesi, le evidenze emerse in letteratura ed empiriche mettono in luce la presenza di stereotipi di genere nelle lezioni di EF, sotto forma di pratiche inconsapevoli che gli insegnanti riproducono a seguito di un habitus socializzato in forma binaria secondo i due sessi e gerarchizzato. La dipendenza dell’EF dal mondo sportivo, dove gli stereotipi di genere sono presenti per ragioni storico-culturali e dal quale gli insegnanti attingono spesso parte del loro sapere professionale, li rende partecipi inconsapevoli del sistema di rinforzo degli stereotipi stessi, attraverso le pratiche che vanno sotto il nome di curricolo nascosto. Il termine nascosto sottolinea l’inconsapevolezza di tali pratiche, appunto nascoste alla coscienza e si deduce che la possibilità di svelarle necessita di una formazione specifica per gli insegnanti, una formazione che attinga ai processi riflessivi.

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Language, culture, and otherness are complementary and also confliting issues representing the central debate on childhood and the child who carries the signals of social and/or ethinical of exclusion. The debate on the social still connected to universal and absolute values and trues, therefore the theme needs a reavaliation on the realm of relativism. Questioning the fact that culture and otherness are expressed by language which are not always visible and explicit, requering a close and deep look at many social realities enpoorvered suburbs and rural areas, white and black children, homeless children, we kept their voices and speaches, their images from their own drawings to understand the way the percept mean they live and they are. These children have a word for school, and also about the process and agents to say by many different ways to express how they look their own world and how the world look at them.