567 resultados para MARSUPIAL MONODELPHIS-DOMESTICA
Resumo:
Kolumnare Apfelbäume (Malus x domestica) stellen aufgrund ihres auffälligen Phänotyps eine ökonomisch interessante Wuchsform dar. Diese extreme Form des Kurztriebwuchses zeichnet sich durch einen insgesamt sehr schlanken, säulenförmigen Habitus aus, welcher eine dichte Pflanzung und damit einhergehend Ertragssteigerungen im Vergleich zu normalwüchsigen Bäumen ermöglicht. Verursacht wird der Phänotyp durch die Anwesenheit eines einzelnen, dominanten Allels des Columnar (Co)-Gens. Bis auf die approximative Lokalisation des Gens auf Chromosom 10 ist über mögliche Identität und Funktion bislang nichts bekannt.rnIn der vorliegenden Arbeit wurde ein erster Versuch unternommen, mit Hilfe von Next Generation Sequencing (NGS) Technologien und RNA-Seq Einblicke in das Transkriptom des Sprossapikalmeristems (SAM) kolumnarer Apfelbäume zu gewinnen. So konnte gezeigt werden, dass unabhängig vom Zeitpunkt der Entnahme des Materials mehrere hundert Gene differentiell reguliert werden. Diese lassen sich funktional in mehrere überrepräsentierte Kategorien gruppieren, von denen sich einige wiederum mit dem kolumnaren Phänotyp assoziieren lassen. Durch den Einsatz weiterer Expressionsstudien (Microarrays, qRT-PCR) konnten frühere Ergebnisse bezüglich des Hormonhaushalts auf Genebene bestätigt und neue Erkenntnisse gewonnen werden, die eine mögliche Erklärung für den Phänotyp darstellen. Weiterhin ergab der Vergleich aller durchgeführten Expressionsstudien eine Anreicherung signifikant differentiell regulierter Gene auf Chromosom 10, was auf einen „selective sweep“ hindeutet. Eine potentielle epigenetische Regulation dieser Gene durch das Genprodukt von Co könnte daher möglich sein. Mehr als die Hälfte dieser Gene lassen sich darüber hinaus aufgrund ihrer Funktion direkt mit dem kolumnaren Phänotyp assoziieren.rnDiese Ergebnisse zeigen, dass die Anwesenheit des Co-Allels massive Veränderungen in der Genregulation des SAMs mit sich bringt, wobei einige dieser differentiell regulierten Gene mit großer Wahrscheinlichkeit an der Etablierung des kolumnaren Phänotyps beteiligt sind. Auch wenn die Funktion des Co-Genproduktes nicht abschließend geklärt werden konnte, sind doch anhand der Resultate schlüssige Hypothesen diesbezüglich möglich.rn
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La ricerca si propone di analizzare una di quelle stagioni architettoniche controverse e lontane dalle internazionali strade maestre del nascente Neues Bauen: il romanticismo-nazionale svedese riletto attraverso l’esperienza del suo massimo esponente, Ragnar Östberg (1866-1945). L’obiettivo della tesi non è solamente quello di una revisione della critica storiografica, facendo così luce su una di quelle personalità considerate marginali, quanto quello di ricavare dalla lettura comparata di due tra i suoi progetti, fino ad ora mai indagati, quegli elementi che fanno dell’architettura un “fatto urbano” in cui la collettività può riconoscersi e parallelamente un fatto di rappresentazione della stessa. L’arcipelago di Stoccolma e quel processo di “renovatio urbis” a cui fu sottoposta proprio agli albori del XX secolo furono gli scenari in cui presero vita i due progetti: il complesso formato dallo Stockholms Stadshuset e la vicina parte mai realizzata del Nämndhuset, e villa Geber. Condensano due dimensioni che la città immersa nel paesaggio contiene: la natura urbana dell’edificio municipale e quella domestica della villa urbana isolata. La ricerca intesse un itinerario di disvelamento attraverso una matrice duale di lettura: “genius loci” e memorie urbane. I capitoli cercano di dimostrare come i due casi-studio siano espressione di quella pendolarità di ricerca tra lo spirito del luogo e le rimembranze delle forme urbane della tradizione. Questa analisi ci conduce in un viaggio alla ricerca dell’atlante delle “memorie urbane”, raccolte nei viaggi e nella formazione, comprendendo così il mondo analogico di riferimenti culturali con altre architetture europee della tradizione. I due progetti sorgono in opposte aree di espansione di Stoccolma e, pur nella loro diversità di scala, sono chiara espressione di appropriatezza al luogo e di strutture formali analoghe. Stockholm Stadshuset-Nämndhuset e villa Geber esprimono il metodo di Östberg, dove i riferimenti raccolti dall’imagination passive sono tramutati ed assemblati grazie alla imagination active.
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Ziel war es, molekularbiologische Untersuchungen zum Kolumnarwachstum des Apfels durchzuführen. Anhand Sequenzdaten des ‘Golden Delicious’ Genoms (Velasco et al. 2010) wurden drei neue SSR Marker entwickelt. Sie konnten bei untersuchten Geisenheimer Nachkommenschaften zuverlässig den Kolumnarwuchs auf DNA-Ebene detektieren. Zusätzlich wurden von Bai et al. (2012) veröffentlichte Marker untersucht. Die von Bai et al. (2012) gefundenen Grenzen des co-Lokus konnten in dieser Arbeit anhand der Geisenheimer Nachkommenschaften nicht bestätigt werden. Die „linke“ Begrenzung der co-Region wird nach Untersuchungen dieser Arbeit am ehesten von dem Marker Mdo.chr10.11 (Moriya et al. 2012) bei 18,757 Mbp definiert. Die „rechte“ Begrenzung der co-Region wird vermutlich von den Markern Co04R13 (Baldi et al. 2012) und C1753-3520 (Bai et al. 2012) bei 18,905 Mbp definiert, wodurch die potentielle co-Region auf 148 kb auf Chromosom 10 eingegrenzt werden könnte. Für Funktionsanalysen möglicher Kandidatengene des co-Gens wurde ein Agrobakterien-vermitteltes Transformationssystem für die Geisenheimer Apfelselektionen ‘A 14’ und ‘Procats 28’ adaptiert. Zusätzlich wurde der bereits in der Literatur als transformierbar beschriebene Genotyp ‘Jonagold’ (Viss et al. 2003) transformiert. Bei Transformationen der Apfelselektion ‘A 14’ gelang es, transgene Zellen an den Explantaten, am Kallusgewebe und an den Regeneraten zu erzeugen. Bei Transformationen von ‘Jonagold’ wurde ein fast vollständig transgenes Regenerat erzeugt.
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L’obiettivo del lavoro è stato quello di definire la filiera di smaltimento dei rifiuti di plastica di origine domestica. La modellazione della stessa ha preso come riferimento un insieme di informazioni rese disponibili dal CONAI, Consorzio Nazionale degli Imballaggi. Noti gli attori e le attività svolte al fine dell’avvio a recupero della frazione raccolta, è stato sviluppato un modello economico adeguato al fine di ripartire i costi delle attività in funzione della gestione del materiale. Tale modellazione non prende in esame le spese e gli introiti allocati al Consorzio, ma si focalizza sulle attività di raccolta, selezione e avvio a recupero. Ci si è poi concentrati sulla modellazione economica dell’avvio a recupero della frazione di plastica raccolta dal Comune di Bologna. Ripartendo la responsabilità di gestione tra il gestore del servizio (Hera), il Centro Comprensoriale (CC Akron Granarolo), i Centri di Selezione (CSS Argeco e Idealservice) e i riciclatori (tra quelli convenzionati al consorzio) si è definito il modello economico per il caso in esame. In particolare, si è adottato un approccio simulativo di allocazione del materiale selezionato in vista della modalità di vendita di alcuni prodotti tramite asta online. La quantificazione economica in sé risente di assunzioni definite per la determinazione di una componente di costo che possa essere il può possibile esaustiva delle operazioni svolte. Si è poi proceduto definendo una stima della quantità di diossido di carbonio prodotta in fase di combustione di carburante per la movimentazione dei flussi del caso di studio. I valori in esame sono stati desunti come prodotto tra la quantità di CO2 emessa per i chilometri percorsi a seconda della tipologia di mezzo adottata per la movimentazione dei flussi. I dati relativi alle quantità di anidrite carbonica prodotte sono stime in grammi di CO2 al chilometro realizzate da Arpa e distinte in funzione delle soluzioni tecnologiche da implementare secondo le disposizioni redatte dalla Comunità Europea. La nota metodologica adottata prevede di analizzare i risultati ottenuti in funzione della distanza percorsa, dei costi di trasporto e della quantità di CO2 generata per le attività.
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Extracts of 644 plant materials were screened for tannins and 204 extracts gave a positive test. Quantitative evaluation of tannins in positive extracts showed that 16 contained appreciable quantities. Insecticidal activity was tested against Musco domestica and Tribolium casteneum in 162 extracts and was confirmed in 17 and 4 extracts respectively.
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Background. Acute diarrhea (AD) is an important cause of morbidity and mortality among both children and adults. An ideal antidiarrheal treatment should be safe, effective, compatible with Oral Rehydration Solution, and inexpensive. Herbal medicines, if effective, should fit these criteria as well or better than standard treatment. ^ Objective. The objective of the present study was to assess the effectiveness of plant preparations in patients with AD in reports of randomized and non-randomized controlled trials. ^ Aims. The aims of the present study were to identify effective antidiarrheal herbs and to identify potential antidiarrheal herbs for future studies of efficacy through well designed clinical trials in human populations. ^ Methods. Nineteen published studies of herbal management of AD were examined to identify effective plant preparations. Ten plant preparations including Berberine (Berberis aristata), tormentil root ( Potentialla tormentilla), baohauhau (from the baobaosan plant), carob (Ceratonia siliqua), pectin (Malus domestica), wood creosote (Creosote bush), guava (Psidium guajava L.), belladonna (Atropa belladonna), white bean (Phaseolis vulgaris), and wheat (Triticum aestivum) were identified. ^ Results. Qualitative data analysis of nineteen clinical trials indicated berberine’s potentially valuable antisecretory effects against diarrhea caused by Vibrio cholerae and enterotoxigenic Escherichia coli. Tormentil root showed significant efficacy against rotavirus-induced diarrhea; carob exhibited antidiarrheal properties not only by acting to detoxify and constipate but by providing a rich source of calories; guava and belladonna are antispasmodics and have been shown to relieve the symptoms of AD. Finally, white bean and wheat yielded favorable clinical and dietary outcomes in children with diarrhea. ^ Conclusion. The present study is the first to review the evidence for use of herbal compounds for treatment of AD. Future randomized controlled trials are needed to evaluate their efficacy and safety.^
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En este trabajo se evalúa el efecto de la intensidad y época de raleo manual sobre el rendimiento y el tamaño de frutos en manzano (Malus domestica Bork cv. Gala). Árboles con cargas similares fueron raleados manualmente dejando 4,6 y 2,56 frutos/cm2 área de sección transversal de tronco (ASTT) a los 32 días después de plena flor (DDPF) y con 3,87 y 2,39 frutos/cm2 ASTT a los 39 DDPF. El mejor rendimiento/planta se obtuvo con la mayor proporción de calibres pequeños en el tratamiento con mayor carga. La época de raleo no afectó el rendimiento ni el peso promedio de fruto. El menor tamaño de frutos se obtuvo con el testigo sin ralear. El peso promedio de fruto aumentó significativamente cuando se redujo la carga a 2,36 frutos/cm2 ASTT sin diferencia entre épocas.
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En esta ponencia se a presentan los resultados preliminares del trabajo de investigación en curso sobre las causas y fundamentos socio-culturales de la problemática del trabajo domestico femenino no registrado en la Provincia de Buenos Aires. Desde una perspectiva teórico metodológico que privilegia el punto de vista de los sujetos (trabajadoras domésticas y empleadores), el presente trabajo propone discutir y evaluar el desarrollo de políticas públicas orientadas a la regularización del servicio doméstico sosteniendo que la aplicación de tales acciones debe tener en cuenta la realdad socio- cultural y las prácticas cotidianas de los sujetos involucrados. A su vez, la investigación propone otros elementos simbólicos y culturales que deben ser analizados a hora de comprender las dificultades que enfrenta el Estado para fortalecer el registro laboral de esta actividad y la informalidad y falta de derechos sociales que la caracteriza. De ese modo, el trabajo en curso enfatiza la necesidad de interpretar el punto de vista de las trabajadoras y de analizar como estas logran, en contextos desfavorables, desarrollar e incorporar como parte de su trabajo estrategias de vida donde los actores sociales del empleo doméstico, carente de derechos y estabilidad, resulta funcional a la dinámica familiar propia, a la estructuración de la economía domestica y a la reproducción de relaciones sociales
Resumo:
El lugar común que identifica a la literatura de Silvina Ocampo como fantástica resulta un pretexto tranquilizador que de algún modo domestica su rareza. En las interpretaciones críticas actuales sigue funcionando esta idea reductora que, si para una coyuntura determinada resultaba explicativa, hoy se revela improcedente. Entiendo que, en sus momentos más característicos, los relatos de Ocampo se definen menos por los tópicos y procedimientos que involucran lo sobrenatural, lo anormal o lo irreal, que por una forma de la escritura cuyo desatino deja atónito al lector. Para leer esta literatura en nuevos términos, pienso en el nonsense como relato de la insensatez, un modo de uso de la locura como estética y como ética.
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El lugar común que identifica a la literatura de Silvina Ocampo como fantástica resulta un pretexto tranquilizador que de algún modo domestica su rareza. En las interpretaciones críticas actuales sigue funcionando esta idea reductora que, si para una coyuntura determinada resultaba explicativa, hoy se revela improcedente. Entiendo que, en sus momentos más característicos, los relatos de Ocampo se definen menos por los tópicos y procedimientos que involucran lo sobrenatural, lo anormal o lo irreal, que por una forma de la escritura cuyo desatino deja atónito al lector. Para leer esta literatura en nuevos términos, pienso en el nonsense como relato de la insensatez, un modo de uso de la locura como estética y como ética.
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En esta ponencia se a presentan los resultados preliminares del trabajo de investigación en curso sobre las causas y fundamentos socio-culturales de la problemática del trabajo domestico femenino no registrado en la Provincia de Buenos Aires. Desde una perspectiva teórico metodológico que privilegia el punto de vista de los sujetos (trabajadoras domésticas y empleadores), el presente trabajo propone discutir y evaluar el desarrollo de políticas públicas orientadas a la regularización del servicio doméstico sosteniendo que la aplicación de tales acciones debe tener en cuenta la realdad socio- cultural y las prácticas cotidianas de los sujetos involucrados. A su vez, la investigación propone otros elementos simbólicos y culturales que deben ser analizados a hora de comprender las dificultades que enfrenta el Estado para fortalecer el registro laboral de esta actividad y la informalidad y falta de derechos sociales que la caracteriza. De ese modo, el trabajo en curso enfatiza la necesidad de interpretar el punto de vista de las trabajadoras y de analizar como estas logran, en contextos desfavorables, desarrollar e incorporar como parte de su trabajo estrategias de vida donde los actores sociales del empleo doméstico, carente de derechos y estabilidad, resulta funcional a la dinámica familiar propia, a la estructuración de la economía domestica y a la reproducción de relaciones sociales
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En esta ponencia se a presentan los resultados preliminares del trabajo de investigación en curso sobre las causas y fundamentos socio-culturales de la problemática del trabajo domestico femenino no registrado en la Provincia de Buenos Aires. Desde una perspectiva teórico metodológico que privilegia el punto de vista de los sujetos (trabajadoras domésticas y empleadores), el presente trabajo propone discutir y evaluar el desarrollo de políticas públicas orientadas a la regularización del servicio doméstico sosteniendo que la aplicación de tales acciones debe tener en cuenta la realdad socio- cultural y las prácticas cotidianas de los sujetos involucrados. A su vez, la investigación propone otros elementos simbólicos y culturales que deben ser analizados a hora de comprender las dificultades que enfrenta el Estado para fortalecer el registro laboral de esta actividad y la informalidad y falta de derechos sociales que la caracteriza. De ese modo, el trabajo en curso enfatiza la necesidad de interpretar el punto de vista de las trabajadoras y de analizar como estas logran, en contextos desfavorables, desarrollar e incorporar como parte de su trabajo estrategias de vida donde los actores sociales del empleo doméstico, carente de derechos y estabilidad, resulta funcional a la dinámica familiar propia, a la estructuración de la economía domestica y a la reproducción de relaciones sociales
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El lugar común que identifica a la literatura de Silvina Ocampo como fantástica resulta un pretexto tranquilizador que de algún modo domestica su rareza. En las interpretaciones críticas actuales sigue funcionando esta idea reductora que, si para una coyuntura determinada resultaba explicativa, hoy se revela improcedente. Entiendo que, en sus momentos más característicos, los relatos de Ocampo se definen menos por los tópicos y procedimientos que involucran lo sobrenatural, lo anormal o lo irreal, que por una forma de la escritura cuyo desatino deja atónito al lector. Para leer esta literatura en nuevos términos, pienso en el nonsense como relato de la insensatez, un modo de uso de la locura como estética y como ética.
Diseño, construcción y control de un robot doméstico para asistencia y entrenamiento de la movilidad
Resumo:
Esta tesis presenta el diseño conceptual, el análisis y la planificación de movimientos de un robot de asistencia domestica. El objetivo de este robot es ayudar a personas con problemas de movilidad, las cuales les impiden tener una vida independiente. Se realiza una investigación para identificar las principales necesidades de ayuda técnica y una revisión del estado del arte de robots de asistencia y rehabilitación. Esta información es empleada durante el proceso del diseño conceptual para establecer los objetivos del diseño identificar y las soluciones previamente propuestas. Posteriormente, se presenta la propuesta de un robot asistente para la marcha y el levantado de la posición de sentado, cuyo diseño permite al usuario realizar sus actividades de la vida diaria. Para evaluar diversos aspectos del concepto se desarrollo un prototipo a escala. Este prototipo fue útil para establecer la arquitectura de control del robot y probar el principio de funcionamiento de diversos elementos del concepto. Se propone la manera de controlar la ejecución de tareas y de navegación del robot, se simula y se analiza a través de las redes de Petri, se implementa y se prueba en el prototipo a escala. Se desarrollo el modelado dinámico y cinemático del robot. Se propone una relación entre la cinemática del movimiento de levantado normal de una persona y la cinemática del robot para generar las trayectorias a ejecutar por los actuadores. Mediante una herramienta de simulación se realizo un estudio de las fuerzas internas que se llevan a cabo en el usuario y en el robot durante la tarea de levantado. En este punto, se analizo la capacidad del robot para minimizar la fuerza que se ejerce en las articulaciones en la persona.