1000 resultados para Tecno-pedagogia


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Questo elaborato propone alcune riflessioni sulla necessità urgente di un nuovo paradigma educativo, mediante la re-organizzazione delle scienze della conoscenza, scienze in parole di Morin, “disgiunte e frazionate, inadeguate ad affrontare problemi che richiedono oggi approcci multidisciplinari”. La sfida: affrontare i nuovi problemi di una convivenza planetaria, attraverso le connessioni del pensiero ecologico, in questo studio asse centrale delle cosmovisioni e della Sapienza ancestrale dei Popoli di AbyaYala (America Latina). Popoli in cui la Vita come orizzonte di Armonia ed Equilibrio si concretizza in pratiche di Vita Quotidiana grazie ad una Pedagogia del BuenVivir, inclusiva e partecipativa, rispettosa della diversità biologica e delle differenze culturali, nonché della Sacralità della Terra e della Vita in tutte le sue manifestazioni. La cornice teorica considerata fa riferimento in modo particolare a: L’Ecologia della Mente (Bateson); Il problematicismo Pedagogico e l’Educazione alla Progettualità Esistenziale (G.M.Bertin, Contini); l’Ecologia dei Saperi e le Epistemologie del Sud (Boaventura di Sousa Santos, sociologo portoghese), in modo da tessere ponti di dialogo fra le diverse discipline, in particolare fra la pedagogia, la geografia, l’antropologia, la filosofia, la sociologia, la letteratura, il diritto e anche con le neuroscienze.

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Il lavoro di tesi nasce con l'intento di realizzare un'analisi unitaria della tematica dei ragazzi selvaggi al fine di evidenziare il valore e le ripercussioni di quanto oggigiorno può emergere dal portare avanti lo studio dei ragazzi selvaggi da una prospettiva pedagogico-educativa. L’espressione ragazzo selvaggio viene tradizionalmente usata per riferirsi a quei bambini/e cresciuti per un lungo periodo in compagnia di animali o in luoghi isolati. Nel corso del tempo altre accezioni sono comparse e l’utilizzo di tale espressione ha assunto significati diversi in base ai contesti di riferimento e alle eventuali connessioni con la tematica del selvaggio in generale. Questa tematica si colloca al crocevia tra più aree di ricerca; gli incroci sono come territori di confine, luoghi in cui è facile smarrirsi, ma sono anche luoghi di incontro, di confronto, di scambio, luoghi che conducono a nuova conoscenza. Affrontare, come in questo caso, un argomento di ricerca ricco di aspetti analizzabili da più punti di vista, implica la necessità di riferirsi a più prospettive d'indagine e di rapportarsi con differenti ambiti di studio. Ciò non deve però tradursi in un’inclusione indistinta e giustapponente delle diverse letture del fenomeno e degli elementi connessi alla ricerca. Il presente lavoro cerca pertanto di adottare un orientamento olistico alla tematica dei ragazzi selvaggi avvalendosi di uno sguardo di matrice pedagogico-educativa. L’obiettivo generale della ricerca si articola in tre sotto-obiettivi, identificabili nello specifico come: - realizzare un’analisi del fenomeno dei ragazzi selvaggi che metta in luce gli apporti della tematica all’evoluzione della storia della pedagogia; - far emergere ed evidenziare le connessioni della tematica a problematiche educative attualmente rilevanti ed oggetto del dibattito pedagogico contemporaneo; - analizzare i punti di contatto tra le ricerche sui feral children e le evidenze emerse dagli studi in campo neuroscientifico.

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La ricerca prende in esame le produzioni narrative, in particolare quelle dedicate agli adolescenti e ai giovani adulti, nei cui linguaggi e nelle cui trame si insinuano modelli di vita, comportamenti, valori, stereotipie, ecc. Attraverso le fiction dell'ultimo decennio, sono offerte interpretazioni alle costanti e alle variabili che percorrono i diversi prodotti culturali e che sono metafore di caratteristiche e di dinamiche della società post-moderna. Nella ricerca si studiano le trame e i personaggi delle narrazioni e, in parallelo, si individuano le correlazioni con studi pedagogici interessati alle ultime generazioni giovanili. La comparazione ha portato ad un sistema di decifrazione per individuare il giovane dell'era post-moderna tra gli elementi di finzione. Si sono prese in esame le più importanti icone dell'immaginario che, pur attraverso innumerevoli riscritture, continuano ad imporsi come metafore per identificazione, abnegazione, catarsi. Rispetto al passato, molte icone presenti nelle ultime produzioni di fiction subiscono alterazioni leggibili come spie (i.e. Ginzburg). È in queste trasformazioni, spinte fino alla metamorfosi dell'icona, che è possibile rintracciare alcune caratteristiche proprie del mondo giovanile in rapporto con la società contemporanea. L'immaginario può dunque essere lo specchio in cui l'uomo e la società possono riconoscersi, e studiarlo apre possibilità per sviluppare prospettive di interpretazione verso nuovi orizzonti.

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Quel che Steiner e molti altri criticano alla lingua contemporanea è il fatto di conformarsi troppo facilmente ai dettami della scienza e della società odierna, svuotando le parole del loro senso e della loro bellezza. Ciò che la scienza e la società in generale tendono a dimenticare, infatti, è che la lingua è composta di parole, fonemi, suoni. La tesi si articola in due Sezioni: una Premessa pedagogica e una Premessa antropologica. La Premessa pedagogica si compone di un solo capitolo, nel quale metteremo a confronto due metodi apparentemente molto diversi tra loro ma che, in realtà, trovano un loro accordo. Si tratta di Jean Piaget e Maria Montessori: del primo affronteremo opere quali Lo strutturalismo e L’epistemologia genetica dal punto di vista dell’acquisizione dei processi cognitivi, focalizzandoci soprattutto sull’apprendimento del linguaggio; della seconda sottolineeremo gli approcci educativi tenuti al fine di un apprendimento linguistico che non risenta di traumi ma che sia fondato su basi scientifiche. Introdurremo il ruolo della musica nei piani didattici e l’importanza di assegnarle una funzione più precisa e determinante. La Premessa antropologica si compone di due capitoli, entrambi dedicati alla musica. Nel Capitolo I parleremo della musicoterapia, un tipo di approccio fondato sul potere comunicativo della musica al fine di ripristinare la comunicazione verbale come è comunemente intesa. Nel Capitolo II, infine, parleremo del Mother Tongue Method introdotto da Shinichi Suzuki e ancora oggi riconosciuto in tutto il mondo. Si tratta di una metodologia che vuole rendere la musica parte delle vite degli individui tanto spontaneamente quanto il linguaggio. La musica diventa, dunque, uno strumento utile a formare i bambini sin da piccoli perché possano affrontare ogni ambito della loro vita con fermezza e abilità.

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La técnica emerge actualmente en nuestra sociedad también como tecnología: esta indiferencia respecto del sufijo logos revela que la técnica es actualmente inseparable de un discurso propio que podemos caracterizar como ficcional y objetivo, autorreferente, siempre optimista y fuertemente unido a la idea de progreso. Aquella idea originaria de técnica que prevalecía en la Antigüedad Griega, absolutamente relacionada con la poiesis y la creación, aparece hoy -en medio de sociedades desacralizadas y debilitadas en sus vínculos simbólicos ocupandoespacios insospechados: la tecnología parece irrumpir como una Verdad accesible a todos y como un gran relato unificador y cosmológico de nuestra humanidad.

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El trabajo presenta los principales resultados obtenidos sobre el interrogante de qué se enseña en las carreras de bibliotecología en relación al complejo comunicacional y tecno-informático. A tal efecto, se procedió a la revisión y al análisis de los planes de estudios vigentes de las carreras universitarias públicas de bibliotecología en Argentina en relación a las asignaturas específicas que abordan dichos aspectos. Se rastrearon y seleccionaron las materias que en su denominación incluyeran los ejes a abordar. Dicha selección se hizo desde las páginas web institucionales, contactos vía e.mail, telefónicos y personales. Por las mismas vías se procedió a la obtención de los programas en las nueve carreras públicas que dictan bibliotecología, incluyendo tanto la modalidad a distancia como la presencial, a saber: Universidad de Buenos Aires, Universidad Nacional de Córdoba, Universidad Nacional de Cuyo, Universidad Nacional de La Plata, Universidad Nacional de La Rioja, Universidad Nacional de Mar del Plata, Universidad Nacional de Misiones, Universidad Nacional del Litoral y Universidad Nacional del Nordeste

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El trabajo presenta los principales resultados obtenidos sobre el interrogante de qué se enseña en las carreras de bibliotecología en relación al complejo comunicacional y tecno-informático. A tal efecto, se procedió a la revisión y al análisis de los planes de estudios vigentes de las carreras universitarias públicas de bibliotecología en Argentina en relación a las asignaturas específicas que abordan dichos aspectos. Se rastrearon y seleccionaron las materias que en su denominación incluyeran los ejes a abordar. Dicha selección se hizo desde las páginas web institucionales, contactos vía e.mail, telefónicos y personales. Por las mismas vías se procedió a la obtención de los programas en las nueve carreras públicas que dictan bibliotecología, incluyendo tanto la modalidad a distancia como la presencial, a saber: Universidad de Buenos Aires, Universidad Nacional de Córdoba, Universidad Nacional de Cuyo, Universidad Nacional de La Plata, Universidad Nacional de La Rioja, Universidad Nacional de Mar del Plata, Universidad Nacional de Misiones, Universidad Nacional del Litoral y Universidad Nacional del Nordeste

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El trabajo presenta los principales resultados obtenidos sobre el interrogante de qué se enseña en las carreras de bibliotecología en relación al complejo comunicacional y tecno-informático. A tal efecto, se procedió a la revisión y al análisis de los planes de estudios vigentes de las carreras universitarias públicas de bibliotecología en Argentina en relación a las asignaturas específicas que abordan dichos aspectos. Se rastrearon y seleccionaron las materias que en su denominación incluyeran los ejes a abordar. Dicha selección se hizo desde las páginas web institucionales, contactos vía e.mail, telefónicos y personales. Por las mismas vías se procedió a la obtención de los programas en las nueve carreras públicas que dictan bibliotecología, incluyendo tanto la modalidad a distancia como la presencial, a saber: Universidad de Buenos Aires, Universidad Nacional de Córdoba, Universidad Nacional de Cuyo, Universidad Nacional de La Plata, Universidad Nacional de La Rioja, Universidad Nacional de Mar del Plata, Universidad Nacional de Misiones, Universidad Nacional del Litoral y Universidad Nacional del Nordeste

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El autor realiza un repaso de sus principales aportaciones en el ámbito de la infotecnología a lo largo de su extensa trayectoria investigadora. Un amplio análisis basado en la complejidad de las articulaciones actuales entre tecnología y sociedad que aboga por la constitución de una auténtica socio tecnología de la información y la cultura