2 resultados para socio-material

em AMS Tesi di Dottorato - Alm@DL - Università di Bologna


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In sport climbing, athletes with vision impairments are constantly accompanied by their guides – usually trainers – both during the preparatory inspection of the routes and whilst climbing. Trainers are, so to speak, the climbers’ eyes, in the sense that they systematically put their vision in the service of the climbers’ mobility and sporting performance. The synergy between trainers and athletes is based on peculiar, strictly multimodal interactive practices that are focused on the body and on its constantly evolving sensory engagement with the materiality of routes. In this context, sensory perception and embodied actions required to plan and execute the climb are configured as genuinely interactive accomplishments. Drawing on the theoretical framework of Embodied and Situated Cognition and on the methodology of Conversation Analysis, this thesis engages in the multimodal analysis of trainer-athlete interactions in paraclimbing. The analysis is based on a corpus of video recorded climbing sessions. The major findings of the study can be summarized as follows. 1) Intercorporeality is key to interactions between trainers and athletes with visual impairments. The participants orient to perceiving the climbing space and acting in it as a ‘We’. 2) The grammar, lexicon, prosody, and timing of the trainers’ instructions are finely tuned to the ongoing corporeal experience of the climbers. 3) Climbers with visual impairments build their actions by using sensory resources that are provided by their trainers. This result is of particular importance as it shows that resources and constraints for action are in a fundamental way constituted in interaction with Others and with specific socio-material ecologies, rather than being defined a priori by the organs and functions of individuals’ body and mind. Individual capabilities are thus enhanced and extended in interaction, which encourages a more ecological view of (dis)ability.

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La ricerca in oggetto ha analizzato le relazioni tra migrazione e salute mentale nel Distretto di Pianura Est dell'AUSL di Bologna. Attraverso un dispositivo d’indagine multi-disciplinare basato sui quadri teorici dell'Antropologia Medica Critica, della Salute Pubblica e della Psichiatria, la ricerca si è inserita nell’ampio contesto di sperimentazione di un innovativo modello di assistenza per pazienti migranti, denominato Centro di Consultazione Socio- Culturale. L'architettura dello studio si rifà a un modello di Ricerca-Azione Partecipata e Multi-Situata fondato su un approccio analitico e auto-riflessivo, il quale ha consentito di problematizzare, oltre alle azioni e alle traiettorie dei vari soggetti che operano nel campo della ricerca, anche le categorie oggetto della ricerca stessa. L'analisi, profondamente radicata nel dato empirico, è stata condotta a partire dall'esperienza degli attori sociali coinvolti. Le esperienze, le informazioni e le rappresentazioni reciproche sono state co-costruite in forma partecipativa attraverso l'uso combinato di metodologie quali-quantitative proprie sia delle discipline sanitarie sia di quelle sociali. Come materiali della ricerca sono stati utilizzati: dati primari e secondari prodotti dalle istituzioni e dalle organizzazioni del territorio stesso; informazioni provenienti dall'osservazione partecipante; colloqui con informatori-chiave; interviste semi-strutturate con decisori politici, amministratori, organizzazioni del territorio, operatori dei servizi, cittadini e pazienti. La ricerca ha dimostrato la validità delle prospettive teoriche utilizzate e delle strategie di lavoro proposte. Il modello di lavoro multi-disciplinare e multi-metodologico si è rivelato produttivo nell'indagare congiuntamente le prospettive degli attori coinvolti insieme alle loro traiettorie, alle reciproche interconnessioni e alle relazioni tra processi locali e globali. L’analisi auto-riflessiva ha consentito di analizzare le attività del Centro di Consultazione evidenziandone vantaggi e limiti. Infine, la collaborazione tra Salute Pubblica e Antropologia Medica Critica ha dimostrato una grande potenzialità e produttività sia sul versante della ricerca scientifica sia su quello dell'assistenza sanitaria.