«Meraviglioso diletto». La traduzione poetica del Cinquecento e le «Metamorfosi di Ovidio» di Giovanni Andrea dellʼAnguilllara
| Data(s) |
2011
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| Resumo |
A partire dagli anni Trenta del Cinquecento la traduzione dei poeti classici in lingua volgare comincia a imporsi come un fenomeno di vasta portata nel mercato editoriale italiano. Omero, Virgilio, Stazio, ma soprattutto l'enciclopedico e lascivo Ovidio vengono liberamente riscritti e adattati per il diletto di un pubblico medio, desideroso di ritrovare i poemi antichi nel metro dell'Orlando furioso. Se molte di queste traduzioni non riuscirono a sopravvivere ai mutamenti del gusto, alcune di esse entrarono stabilmente nel canone delle versioni poetiche italiane. È il caso delle Metamorfosi ovidiane riscritte in ottava rima attorno alla metà del secolo da Giovanni Andrea dell'Anguillara, poeta della cerchia farnesiana destinato a vita tormentata ed errabonda. Digressivo, artificioso, magniloquente, l'Ovidio dell'Anguillara (cui è dedicato in gran parte questo volume) otterrà per almeno due secoli un incontrastato successo presso letterati, pittori e musicisti, da Marino a Tiepolo. |
| Formato |
398 |
| Identificador |
http://serval.unil.ch/?id=serval:BIB_33BCB051F55B isbn:9788846729804 |
| Idioma(s) |
it |
| Publicador |
Pisa: Ets |
| Tipo |
info:eu-repo/semantics/book book |